Di mici giganti e vecchi templi

un micione thailandese

Il nipote pilota è stato in Thailandia per qualche giorno di ferie. Si è tuffato nell’atmosfera a 360°. Ha portato a spasso un grosso micio, forse perché sentiva la nostalgia del suo Nerone.

Oltre che il felino gigante ha visitato Bangkok,  dai mercati sull’acqua,

ai grandi grattacieli.

Il Wat Arun o Tempio dell'Alba

Un balzo di secoli tra una parte della città e l’altra.

Un mondo culturalmente parlando, davvero distante dal nostro, ma molto affascinante. Non vedo l’ora che ritorni per farmi raccontare le sue impressioni in diretta. Intanto un grazie per le foto.

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Un omaggio al mio Borgo

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E’ bello vedere in HD un pezzetto del mio mondo. Alla fine, poi, con sorpresa, c’è l’Eremo di Montecasale! :-)

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E’ veramente risorto!

Resurrezione. Affresco di Piero della Francesca Pinacoteca Sansepolcro

«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui.»  (Mt 28,5-6)

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Sabato Santo

riposo

La terra è sfinita. Tutto dorme e attende. Anche il corpo di Gesù riposa. Come per Lazzaro, la morte di Gesù non è che un sonno. Mentre l’anima è scesa per portarvi la vittoria, fino al profondo degli inferi, il suo corpo dorme pacificamente nella tomba in attesa delle meraviglie di Dio. Poiché questo grande Sabato non è come gli altri. Qualcosa è radicalmente cambiato. La cortina del Tempio si è lacerata da poco, brutalmente, scoprendo il Santo dei Santi. Il Tempio non è più al suo posto. Il Sabato non è più nel Sabato. La Pasqua nella Pasqua. Tutto è altrove. Tutto è qui accanto, accanto al corpo che dorme nella tomba. Tutto è attesa, tutto deve ora avvenire. La Chiesa, sposa di Gesù, non si disorienta. Essa persiste presso la tomba che serra il corpo amato. L’amore non si affievolisce, non si dispera; l’Amore può tutto e spera tutto. Sa di essere più forte della morte.

Che cosa non ha fatto in quell’ora di tenebre l’amore di alcuni, tra cui la Vergine Maria, perché Gesù fosse strappato alla morte? Dio solo lo sa. Ha qualcuno presentito la densità di vita di cui questo cadavere e questa tomba sono colmi, come un giardino in primavera, dove anche di notte è tutto un fruscio di vita e di linfa che scorre? Noi non lo sappiamo. Sappiamo solo che Giuseppe di Arimatea fece rotolare una grande pietra alll’entrata della tomba prima di andarsene, mentre Maria Maddalena e l’altra Maria erano là, ferme di fronte alla tomba. Esse non sanno sicuramente ancora niente. Ma perseverano nell’amore. Il vuoto che improvvisamente si è creato davanti a loro è così grande che solo Dio potrebbe colmarlo. Con loro, tutta la Chiesa attende nell’Amore.  (André Louf)

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Venerdì

Calvario Gerusalemme Foto A.Bergamini

“Ho sete” Gv 19,28 

Calvario Gerusalemme Fotodiggiu

«E anche a te una spada trafiggerà l’anima». (Lc 2,35

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Ultima cena

Il Perugino Cenacolo di Fuligno-Firenze
fotodiggiu

                                “Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: come io ho              amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.” Gv 13,34

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Settimana Santa 2012

Buona settimana Santa!
Foto Robert Upka


« Miserere mei, Deus: secundum magnam misericordiam tuam.
Et secundum multitudinem miserationum tuarum, dele iniquitatem meam.
Amplius lava me ab iniquitate mea: et a peccato meo munda me.
Quoniam iniquitatem meam ego cognosco: et peccatum meum contra me est semper.
Tibi soli peccavi, et malum coram te feci: ut iustificeris in sermonibus tuis, et vincas cum iudicaris.
Ecce enim in inquitatibus conceptus sum: et in peccatis concepit me mater mea.
Ecce enim veritatem dilexisti: incerta et occulta sapientiae tuae manifestasti mihi.
Asperges me, hyssopo, et mundabor: lavabis me, et super nivem dealbabor.
Auditui meo dabis gaudium et laetitiam: et exsultabunt ossa humiliata.
Averte faciem tuam a peccatis meis: et omnes iniquitates meas dele.
Cor mundum crea in me, Deus: et spiritum rectum innova in visceribus meis.
Ne proiicias me a facie tua: et spiritum sanctum tuum ne auferas a me.
Redde mihi laetitiam salutaris tui: et spiritu principali confirma me.
Docebo iniquos vias tuas: et impii ad te convertentur.
Libera me de sanguinibus, Deus, Deus salutis meae: et exsultabit lingua mea iustitiam tuam.
Domine, labia mea aperies: et os meum annuntiabit laudem tuam.
Quoniam si voluisses sacrificium, dedissem utique: holocaustis non delectaberis.
Sacrificium Deo spiritus contribulatus: cor contritum, et humiliatum, Deus, non despicies.
Benigne fac, Domine, in bona voluntate tua Sion: ut aedificentur muri Ierusalem.
Tunc acceptabis sacrificium iustitiae, oblationes, et holocausta: tunc imponent super altare tuum vitulos. »

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