Russia, cronaca di un viaggio speciale.

Lo scorso 30 aprile, sono partita, con Guido, per andare a far visita a Olga, nella città di Kazan, celebre capitale della repubblica russa del Tatarstan. Un viaggio che mi metteva un po’ pensiero data la mia totale ignoranza dell’alfabeto cirillico.  La partenza, con voli prenotati, da tempo con la compagnia tedesca Luftansa, è avvenuta da Bologna con destinazione Mosca, previo scalo a Francoforte. Tutto avviene in orario e senza problemi, sosta compresa, e arriviamo all’aeroporto Domodedovo alle ore 23,50. COn un tassì raggiungiamo l’hotel Cosmos, dove avevamo prenotato una camera per due notti. Guido ha voluto portarmi in giro per Mosca e farmi vedere il centro di questa grande metropoli. Ci siamo serviti dell’efficentissima metropolitana, la cui fermata  era davanti al nostro Hotel. Non abbiamo pensato che il centro della città fosse blindato per la sfilata del 1 Maggio.. 😦  Abbiamo camminato in lungo e in largo per cercare un varco per la piazza rossa, ma niente da fare. La mia meta era la Cattedrale di San Basilio. Ci giravamo intorno ma nessuna possibilità di accederci. Da fuori ho potuto vedere la sua maestosità e i colori delle mura e la bellezza delle cupole.

20180501_115533Ho potuto solo sbirciare, da un lato, la vasta Piazza Rossa, vuota e in attesa della parata del 1 Maggio.

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Questa foto l’ho scattata dalla balaustra di una bellissima chiesa Ortodossa “Madonna di Kazan” che ho subito visitata.

20180501_113432  Esterno della Chiesa Madonna di Kazan
20180501_113807 Interno con la maestosa Iconostasi.
Il silenzio all’interno mi ha fatto sentire alla presenza di Dio. Era ancora tempo di Pasqua, quindi dentro la Chiesa c’erano i simboli della Pasqua; simbolo della morte e resurrezione e l’uovo che rappresenta la Resurrezione e la vita.       20180501_113728 Obbligatorio avere la testa coperta, altrimenti non potevamo entrare. Le foto non sono limpidissime ma non potevo adoperare il flash.

Mi sono fatta un giretto dentro i famosi Magazzini Gum, accessibili da un ingresso laterale. Sembrava di essere in Italia, dato le marche e i loghi che emergevano dai negozi. Prezzi inaccessibili per qualsiasi tasca.

20180501_114227Una cosa positiva.. si entra dopo essere passati dai metal detectors; un piccolo fastidio per la sicurezza si può accettare. Intanto si fa ora per incontrare Emanuele e Marina, amici di Guido per mangiare insieme. Ci prendiamo la metropolitana per l’ennesima volta e ci portiamo in centro in una strada famosa, tutta pedonale, dove poter mangiare una specialità russa e riposarci dalle fatiche delle lunghe camminate. 20180501_130531  Metropolitana, stazione Puskin.20180501_143642 Piatto di Vareniki ( a base di pasta ripiena di maiale e vitello) condita con olio e cipolla caramellata. Buoni. Simpatica la tovaglietta in carta dove puoi aspettare le portate disegnando e colorando le varie figure tratteggiate. 😉 Grande ciacolata in russo, tra Emanuele, Marina e Guido e momenti di relax parlando in italiano anche con me.  Si fa ora di ricominciare a camminare( hoibò per me, dato che mi si mette a far male una scarpa e cammino malamente.) Ogni occasione è buona per fermarmi. 20180501_131122 Siamo in zona centralee quindi Emanuele mi porta a vedere la Chiesa del Santissimo Salvatore, sempre ortodossa, ma maestosa. Stesso clima di silenzio e preghiera dentro ma all’interno nessuna fotografia era permessa. 20180501_155946. Questo rispetto delle regole, in ogni settore, mi colpisce positivamente. Io non sono più giovane ma come salivo in metro, a Mosca,( tutti leggono durante il tragitto e i libri sono quasi del tutto superati dagli e-book) e in autobus a Kazan, mi facevano posto a sedere, alzandosi . Chiamasi educazione. Di questo riprenderò a parlarne quando sarò a Kazan. Il tempo vola e riaccompagniamo Emanuele e Marina alla Metropolitana e noi prendiamo un’altra linea per spostarci in una zona di Mosca dove un amico di Guido, Leonardo T. gestisce una pizzeria scik, meta della nostra cena, previa prenotazione! Buona e leggera la mia pizza e piacevole sosta in mezzo a tanta gioventù russa e non. La mia età media ne ha beneficiato. 🙂 Guido non vuole che riparta da Mosca senza vedere la Piazza Rossa in notturna. Fatico per arrivarci, causa piede sinistro ko, ma lo seguo. La fatica è ben ripagata. E’ enorme questo spazio circondato da imponenti palazzi, musei e chiese. San Basilio rimane esterna al Cremlino.   Lascio parlare qualche foto:

20180501_215848 20180501_220958  20180501_220754 received_10155675178473985

Qui finisce il primo giorno di visita a Mosca. Si è fatta l’ora di ritornare in albergo. I miei piedi ringraziano. Al rientro in camera mi rendo conto del danno che il terzo e quarto dito del piede sinistro hanno subito.. 😦 sono ridotti proprio male. Bagnoli e impacchi freddi per far passare il dolore. La stanchezza della bella giornata prende il sopravvento e casco tra le braccia di Morfeo in un istante. Domani sarà un altro giorno abbastanza stancante perché nel pomeriggio c’è l’areo per Kazan e al mattino andremo a vedere il museo della Cosmonautica, di fronte all’Hotel.

..continua.

 

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Leda, 70 anni da zia

Quando nacqui, nel lontano 1948, già eri presente, anche se da fidanzata con lo zio Pino, nella nostra famiglia. Conservo gelosamente il regalo che, insieme a zio, mi hai fatto. Un set di posate con l’impugnatura d’argento, degne di una principessa appena nata.
20180607_223726Quella principessa ha presto cominciato a faticare per vivere, viste le vicissitudini che si sono susseguite nel tempo. Tu nel 1950 ti sei sposata con zio Pino. Vi siete trasferiti a Roma, la città che ha fatto da corona a tutta la tua vita. Nel 1951 è nata Marzia. Ricordo le visite che con nonna Anna e Dilva facevamo a Roma. Ricordo anche quelle che facevate al Borgo, finchè è vissuta nonna Anna. Una  pietanza mi ricorda sempre voi, le polpette di patate, panate e fritte, tanto amate dallo zio Pino.  Tra una visita e l’altra, sia vostre che nostre, la vita di ognuno di noi si “sgomitolava”, anno dopo anno fino alla morte della nonna, nel dicembre di 50 anni fa.  Non ci vedevamo frequentemente ma ogni volta era un riprendere i fili delle nostre vite e aggiornarci degli avvenimenti passati. Una sorta di back-up per non perdere  nulla, e quasi sempre intorno ad una tavola.  Ci siamo incontrate, nello scorrere del tempo, in occasione di matrimoni e di funerali.  E’ la vita con le sue gioie e i suoi dolori.  Noi due ci siamo “scoperte” in modo particolare da quando ho iniziato a scendere a Fregene, invitata da Marzia e Roberto.  Se la veranda potesse parlare ci ricorderebbe tutte le “ciacole” che ci siamo scambiate, specie quando eravamo noi due e Camillo. Ho sempre ammirato la tua grinta, a volte un po’ dura, ma sempre schietta. I tuoi punti di vista sugli accadimenti nel mondo e il tuo essere aggiornata attraverso l’immancabile radiolina, che continuava a trasmettere le radiocronache anche dopo che dormivi. Eri molto amareggiata del tuo handicap visivo e di tutte le “magagne” della  salute che, anno dopo anno, inevitabilmente si affacciavano e di cui eri cosciente. Ricordo anche la tua amarezza nel sentirti un peso nei confronti di Marzia, incapace di esserle di aiuto nella sua malattia. Hai mal digerito la presenza, sempre più frequente, fino a diventare fissa, delle badanti. Troppo costose ma  purtroppo necessarie.  Tante paure e preoccupazioni abitavano la tua mente fino a renderti o troppo loquace o troppo silenziosa. Eri sempre pronta, però, a fumare le tue amate sigarette, fino all’ultimo amiche inseparabili. Le giornate con te non erano mai noiose. Quando eri in vena, mi chiedevi notizie su tutto il parentame del Borgo,  e ricordavi i nomi di tutti . Che memoria, fino a poco tempo fa! Abbiamo festeggiato i tuoi 90 anni e Marzia ti ha fatto una grande sorpresa invitando le persone a te  care. Quando scesi a Roma per il funerale della mia amica Upi, condividesti il mio dolore e mi chiedesti notizie del marito Stefano e della sua famiglia. Fui molto contenta delle tue parole e anche degli auguri che facesti a Guido, non appena ti dissi di Olga, l’amore nella lontana Russia. Mi dicesti anche:” certo che voi sorelle avete le nuore in giro per tutto il mondo!” Non ho fatto in tempo a raccontarti del mio viaggio in Russia e della bella sorpresa che sta per accadere nella mia vita. Ma ti immagino sorridere felice per l’arrivo di questa “principessina” .

La notizia della tua “partenza” mi ha fatto male; un altro pezzo di storia della nostra famiglia che non c’è più.  Tu rimarrai viva nei nostri cuori  perché hai lasciato il segno.  Lo scorso fine settimana sono scesa da Marzia e insieme, il sabato, siamo stati ( Roberto, Marzia, Davide, i bimbi ed io) a farti visita. Ho fatto fatica a immaginarti li, ma sono riuscita a pregare per te e zio Pino. Abbiamo proseguito per Fregene dove siamo rimasti tutta la giornata.  Là, nonostante il divano della veranda vuoto, ho sentito la tua presenza. 20180602_112448Ciao zia Leda, grazie per esserci stata. Ti ricorderò così:

Riposa in pace !

Da lassù, insieme a zio Pino, proteggi Marzia, Roberto, Davide, Raffaela, Nicholas, Vittoria e tutta la famiglia. Il 15 giugno ti ricorderò a Messa insieme a zio Pino. 🙂

 

 

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Enjoy the little Things

20180108_102146-001.jpgCara Simonetta,

eccoci arrivati a questo giorno in cui sei nata alla vita. I tuoi compleanni, sempre ricordati, quando a voce e quando scrivendo gli auguri. Tanti 20 febbraio pieni di te. Attraverso questo giorno/traguardo abbiamo approfondito la nostra amicizia; da quando sentivi il tempo passare e non succedeva nulla a quello in cui, fortunatamente, c’è stato meno di noi ma più di voi! Ti stavi allenando fino a quell’incontro con il tuo amore!

Da quando sei nata in cielo è la prima volta che mi rivolgo a te. Questi 35 giorni sono stati stati davvero bui, dolorosi. Per me è impensabile sapere che non ci sentiremo più e non ci vedremo più, fisicamente e umanamente parlando. Nostalgia a palla. Allora mi sono messa in ricerca di tutto quello che abbiamo vissuto e condiviso.. scritti, vignette, fotografie da quel lontano, ma sempre vivo, 13 agosto 2007, alla stazione di Arezzo, quando il virtuale è divenuto reale.  Mi sei stata di grande aiuto. Sono scesa a Roma il 7 gennaio scorso con il cuore addolorato e la lacrima in tasca, che improvvisa scendeva, mio malgrado. In quel pomeriggio ho condiviso la preghiera con i tuoi fratelli del cammino che, con gioia, hanno pregato i vespri  con canti e preghiera. La tua piccola casa era colma di Amore per te. Mi sono intrattenuta con babbo Leo, l’ho abbracciato per te con tanto affetto. Era piccolo piccolo, seduto sul divano, in mezzo a persone che certamente lui non guardava. Il tuo Stefano mi ha abbracciato e mi ha parlato dei tuoi ultimi istanti di vita terrena. Voleva portarmi a vederti ma in primo tempo mi sono rifiutata di vederti immobile. Ho salutato tuo cognato, tuo suocero e alcuni tuoi fratelli che mi hanno abbracciato dicendomi:” lei è stata la testimone di Simonetta e Stefano!” Avevamo Lui che ci univa. Andati via i tuoi fratelli e il sacerdote, eravamo rimasti in pochi e qualcosa dentro me è successo.  Nel contempo il tuo Stefano mi ha detto:” dai diggiu, vieni un attimo da Simo, dimmi almeno se come l’ho vestita va bene, se sarebbe stato Upistyle!” Mi sono fatta forte e sono entrata, giusto trenta secondi, giusto il tempo per fotografare con i miei occhi la tua persona vestita come tu avresti voluto. Un secondo per osservare il tuo viso, sorridente e bellissimo e poi sono uscita, subito dopo aver salutato la tua”polpetta“, Cristina. Il tuo volto sereno e luminoso, senza più le tensioni del dolore, come lo ricordavo quando scesi a trovarti a metà dicembre. Sono ritornata a casa di mia cugina, che gentilmente mi ha accompagnata, con l’appuntamento fissato con Stefano per l’indomani mattina. Entrata in casa non ho avuto nessun bisogno di tornare a vederti perchè eri ovunque intorno a me. Stefano ha speso parte del suo tempo parlando con me senza la presenza di altre persone che poi alla spicciolata sono tornate. Ho salutato mamma Albertina e babbo Leo. Sono venuta in chiesa con zia Claudia e subito dopo sei arrivata. Non sto a descriverti la cerimonia di festa che abbiamo vissuto perchè lo sai. Avrai notato il mio piangere e sorridere insieme che mi ha accompagnato per diversi giorni. Dio aveva bisogno dello spazio lasciato libero dalle lacrime per consolare il mio cuore.  Non ti penso al cimitero, sarebbe troppo triste. Lì c’è il tuo guscio terreno ma la tua essenza è dentro tutte le persone che hanno avuto la Grazia di averti conosciuta.  Grazie per aver riempito in modo totalizzante la nostra vita. Mi piacerebbe essere un moscerino per vederti di fronte a Dio abbracciata dal Suo infinito Amore. Ho avuto la gioia di sognarti e di vederti serena e ciò mi basta. Rimane un enigma, di cui ho reso partecipe Stefano, di sapere dove cappero hai nascosto in casa quella vestaglia maschile di raso scozzese blu e verde salvia. Ti stava bene perchè tu stavi bene.

Oggi festeggia il tuo compleanno lassù!upi-winter1600x1200-noise1.jpgE’ inverno e mi sembra giusto mettere una tua strippa col maglione. 😀  Stasera alle 18 ci incontriamo spiritualmente alla Santa Messa che sarà celebrata per te. toscana aprile 2008 042.jpg

Tanta gioia Upi, continua a farci compagnia nelle piccole grandi cose della vita terrena e consola le nostre inevitabili tristezze.  In primis il tuo Stefy, la tua famiglia e poi tutti noi che abbiamo avuto la gioia di averti conosciuta.

p.s.: le facciamo durare poco le tristezze, quando arrivano, perchè tu non vorresti. 😉

 

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vocabolario UPI!

Quante risate ci siamo fatte, vero tata?

de libero arbitrio

iaprire il blog in coincidenza con la Pasqua mi sembra una buona mossa; oltretutto dovevo compiere un atto dovuto, che mi proponevo da tempo, cortesia per

antiche massime sapienzali di saggezza profondissimaantico vernacolo della penisola un tempo chiamata ?Italia?

ritornello di una canzone assai in voga alla fine del secondo millennio

upississimissimissimissimissimissimissimissimissimissimissimissimissimissima

per un?analisi pi approfondita dell?argomento cfr. Laudio C. Elleicsicsicsi, ?La fine del secondo millennio e l?inizio del terzo: i secoli bui dell?umanit?, cap. 48, pag. 1516, Edizioni Deliberomenoeagiscodipi, anno 2342

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Matite levate per Upi – unapersonaintorno

Non potevo usare parole migliori!

martayensid

Sì, credo sia questo il modo migliore per salutarti.

Nel mondo di Harry  Potter levavano le bacchette magiche, e tra le tue mani non ci poteva essere nulla di più legato a te, quanto magico, che non fosse proprio una matita, sufficiente per creare i più mirabolanti ponti di comunicazione tra te e il mondo.

Tu che ci hai insegnato a conoscere la vita segreta delle pallottole di carta;

tu che ti sei avventurata nei meandri della tua personalità per semplificarla fino a mostrarcela una-e-trina in ogni circostanza, e persino sull’altare;

tu che sei riuscita a restituire vigore persino all’antica usanza della maglia della salute infilata fin dentro le mutande quasi a incastro con il resto della biancheria;

sei arrivata in cima alla tua montagna per unirti a ciò che è Oltre, e diventare tutt’uno con l’azzurro che, da sempre, è parte di te.

Insegna agli angeli a disegnare ed…

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eccoci al 2018

Un altro anno è passato. Un 2017 pieno di problemi ma anche di cose buone! Non bisogna mai vedere troppo bianco o troppo nero.  Del resto la vita  è così.  Saper discernere che non tutto è come sembra. Ieri è stato un giorno  lungo.  Al mattino, dopo una notte non prorpio riposante, sono andata a messa. Festa della Sacra Famiglia, una pagina del Vangelo (presentazione di Gesù al tempio) con tanti personaggi: Maria, Giuseppe, il Bambino, due colombi, i vecchi Simeone e Anna. La mission del figlio di Dio sulla terra, per la rovina e resurrezione di molti, segno di contraddizione. «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola,perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,preparata da te davanti a tutti i popoli:luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».         C’era anche una profetessa, Anna,…. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Che persone Simeone ed Anna! Quanta fede e speranza su loro. L’uno aspettava il Messia e lo Spirito Santo gli diede la grazia di riconoscerlo in quel bambino. Anna che ha sempre servito e pregato nel tempio e con gli occhi del cuore riconosce Gesù, lodandolo e testimoniandolo alle persone che lo aspettavano. Maria e Giuseppe, con umiltà rispettano la legge del Signore e salgono al tempio come la Legge ebraica prescriveva. Osservanti nella società di allora e uniti ed umili come non mai. santafamigliaAddirittura non comprendono le parole che Simeone dice loro ma le custodiscono nel cuore perchè sperano di comprenderle. Sanno che la loro missione è particolare e si fidano di Dio. Se questa non è Fede! Quanto dovremmo assomigliarle. La famiglia dei nostri giorni è tutt’altro che unita, anzi è la cellula della società civile che viene attaccata, distrutta e bistrattata a 360°.  Ha tutto contro, Stato, società civile, diritti individuali che emergono fino a considerare la famiglia ormai superata e quindi comparabile alle unioni di fatto, omo più che etero. Mi viene il voltastomaco. Se ne vedono i risultati.  Ma che politici abbiamo che non riescono a comprendere che la Famiglia va supportata e protetta, anzichè affondata? Tornando verso casa rimuginavo questi pensieri. Giunta in casa termino l’impasto dei crostini da portare in casa di amici per la cena e sfaccendo mettendo in ordine e programmando lavatrici. Alle 17 il parroco ci invita a ritornare in chiesa , per ringraziare Dio dell’anno finito e come auspicio per il nuovo tempo da vivere, con il canto del Te Deum!

 Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode;*                                                                              la santa Chiesa proclama la tua gloria,                                                                                             adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi

Tu sei la nostra speranza, * 
non saremo confusi in eterno. Questo ultimo versetto mi rianima un po’ ; da diverso tempo ho una cara amica nei miei pensieri e preghiere. Questi giorni sono di festa e di gioia ma la mia si è appannata un po’ perchè le notizie che la riguardano sono disperate. Dentro il mio cuore spero sempre in un miracolo ma la triste realtà mi riporta con i piedi per terra.   Intanto si avvicina l’ora di andare a casa di amici per la cena e per attendere la mezzanotte. Ecco che una piacevole chiamata mi ferma. Attraverso internet mi video-chiama il figliolo dalla lontana Kazan, Russia, dove abita Olga, la sua ragazza. Sono due ore avanti a noi. Ci scambiamo auguri e mi ragguaglia sulle tradizionali cucine del Tatarstan e sulla tradizione dell’arrivo di “Nonno Gelo” che ha le stesse funzioni del nostro Babbo Natale, solo che è vestito di azzurro. Porta i doni ai bimbi e ai grandi. Posti che vedi, tradizioni che trovi! Sarei rimasta parecchio tempo a chiacchierare ma loro avevano da controllare la cucina della cena e io ero attesa dagli amici. Un bacio e milioni di auguri per la loro vita e clik.., lo schermo torna nero. Preparo la borsa con le cibarie e sono pronta ad affrontare la pioggerellina che mi porta in casa di amici lontani solo cento passi dalla mia!  Guardo con insistenza il telefonino per vedere messaggi da parte della mia amica, ma niente. Per un po’ l’atmosfera gioiosa mi assorbe. La tavola imbandita di tante cose buone, ognuna portata da ogni ospite. Preghiamo con un canto, prima di sedersi. In men che non si dica arrivano le 23,40 e ci prepariamo per il brindisi di fine/inizio anno. Nonostante l’ordinanza del sindaco, petardi, fuochi,fumogeni a tutta birra e in casa tappi di spumante che saltano per riempire di bollicine il nuovo anno. C’è uva nera e bianca, lenticchie già mangiate col cotechino, e dolce a base di mandorle caramellate. Un bacio tra tutti gli ospiti con gli auguri reciproci di un anno sereno e pieno di pace.  Pace auspicata e augurata in modo speciale da Wahel, profugo siriano di 37 anni.images Credo che ricorderà questo fine anno in serenità  e solo con botti che non hanno nulla a che fare con le bombe vere cadute nella sua città. Ti auguro di tornare quanto prima nella tua terra. Cominciano gli auguri attraverso WhatsApp ed è un sonaglìo continuo di telefonini. Si continua a spiluzzicare, tra una fetta di pandoro, taralli  originali pugliesi, mandarini, mandorle caramellate e un goccio di spumante, rigorosamente brut. Arriva l’ora di ritirarsi perche la stanchezza del giorno si fa sentire su tutti. Un ultimo saluto/augurio e ritorno sui miei circa cento passi. Non piove più e nemmeno fa troppo freddo. Nonostante il caos di mezzanotte, tutto intorno è silenzio. Nelle case qualche luce ancora accesa, ma non più di tante. Eccomi dentro casa, ero da un anno che non ci rientravo, (si fa per dire). Nessun messaggio importante, oltre gli auguri. Il mio letto mi aspettava e dopo un po’ mi ci fiondo dentro. Preghiera e pensiero per coloro a cui voglio bene e avvolta nel pigiama mi addormento.  Domani un nuovo giorno mi aspetta, a Dio piacendo, come intercalava spesso nonna Anna.  Santa Messa delle undici in parrocchia e poi a pranzo dalla sorella , ciacole varie e pioggia. Rientro in casa, voglia di uscire nemmeno un briciolo e desiderio di godermi il silenzio di casa che amplifica i miei pensieri. Ben arrivato 2018, il primo giorno è già passato.

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Natale del Signore 2017

ridotto

Siamo arrivati a Natale. Tanti pensieri per la testa e gioia nel cuore un po’ appannata. Certezza ferma che il Signore verrà  e vorrei tanto che per tutti fosse un lieto Natale. Il mio cuore è diviso tra la gioia e l’apprensione per tante cose. Difficoltà del lavoro del figlio, che ancora sussitono, notizie non rassicuranti per chiusura di attività produttive in zona, nonchè di tante attività commerciali nel centro storico, famiglie che si troveranno in difficoltà economiche con l’inizio del nuovo anno ecc ecc ecc. Un fatto lieto nella vita del figlio, però,  addolcisce le tensioni. Ho conosciuto la “donzella” del figlio, che, non poteva essere altrimenti, non è italiana. Una bella persona a cui la vita non ha risparmiato niente. Ha molti fatti simili alla mia vita e ci siamo trovate subito. Ringrazio i traduttori del telefonino altrimenti non avrei saputo come relazionarmi con lei. Il russo non è certo una lingua facile.Il figliolo sarà con me a Natale ma la sera a mezzanotte volerà dalla sua ragazza per festeggiare il suo compleanno. Il Natale verrà festeggiato il 7 gennaio perchè ortodossa.

Vorrei che la gioia del Natale toccasse tutte le persone che conosco,ma così non è. Una cara amica sta combattendo con le unghie e con i denti per rimanere in vita. Spero con tutto il cuore, e prego, affinchè se dovesse accettare la volontà di Dio, possa essere sollevata dai dolori che la tormentano, nonostante le terapie. Quanto dolore sento nel mio cuore per lei.   😦 .

Oggi ho ricevuto per posta un biglietto di auguri da parte di una amica, suora francescana eremita, e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Adesso, con tutte le “diavolerie” tecnologiche esistenti, è desueto ricevere un biglietto cartaceo. Voglio riportare in questa pagina il suo contenuto:

Natale del Signore 2017 e Anno di Grazia 2018

Cercate le profondità dell’invisibile

Con la sua calligrafia ha scritto : ” Una stella luminosa brilli lieta sulla casa di Giuliana e su tutti i suoi cari! Con lieto augurio Suor M.Chiara”

I pastori andarono senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino, che giaceva in una mangiatoia “ Evangelo di Luca

Quante notti di veglia per Giuseppe! Notti obbedienti, abissi di luminosa fiducia . Notti pacifiche con stelle e tenebre intrecciate. Notti colme di ali d’angelo e pecore belanti.  Uomo concreto e tenace con cuore sorpreso vegliava su Maria e il suo Unigenito.

Fatto custode dell’arcano segreto del Figlio amato, scrutava il mistero: il Dio invisibile veste la nostra carne mortale!  Anche a noi, stanchi e distratti, piagati da dispiaceri e solitudini inquiete, questo Natale sia un dono sincero. Dentro la polvere e la grazia dei giorni, ciò che appare ed è consueto, si sveli finalmente allo sguardo: e sia benedetta la sua Presenza antica ed amica.

Auguri di vero cuore! Grazie sorella Chiara, hai messo in parole il mio stato d’animo. Un augurio di pace e serenità anche a te, che vivi sola con il Signore e la preghiera.

 

 

 

 

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