Tempo di attesa..

Madre dell'attesa

Oggi è iniziato il tempo di Avvento, tempo forte che ci richiama alla conversione. Ogni anno chiedo al Signore che mi aiuti nella conversione affinchè possa rinascere nel mio cuore . Si fa necessario un cambio di marcia nella nostra vita, troppo spesso piena di abitudini e cose scontate senza mai pensare ad un miglioramento interiore. E’ facile abituarsi al tran tran della vita e facciamo fatica ad accettare uno scrollone spirituale. La Parola di oggi ci invita a vegliare e ad essere vigilanti. Ci sono stati dati doni e quindi dobbiamo lustrarli e metterli in pratica, ora, più che in altri periodi dell’anno.  Ho ricevuto un messaggio tramite WhatsApp che riportava:  Possa essere per tutti un periodo di pace, di riflessione, di amore e di gioia. Che siano per tutti giorni ricchi di luce e di speranza.  Un altro con questa  immagine

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Aiutaci Signore a vivere una vita come la vuoi tu e non come la vorremmo noi.

Auguri a tutti quelli che passano di qua. Possa migliorare la nostra vita e quella di chi abbiamo accanto. Difficile ma non impossibile. Sperare con il Suo aiuto, oltre ogni umana speranza. Questa ultima frase la sento forte per una cara amica che sta vivendo un tempo di grande dolore e malattia! Sono vicina a te. ❤

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Una sera ..il canto!

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Erano vent’anni che non riprendevo in mano uno spartito. Quando ho letto in Facebook che La Corale Domenico Stella, insieme con il Coro Città di Piero, volevano festeggiare rispettivamente 50  e 30 anni dallo loro fondazione, mi sono incuriosita ed ho continuato a leggere i vari aggiornamenti. Una volta chiedevano agli ex cantori foto del tempo in cui cantavano, un’altra volta che era stata indetta una riunione per definire e organizzare una grande serata per festeggiare al meglio il grande avvenimento, “80 anni in due”, a cui non ho potuto partecipare;  poi una richiesta diretta di due cantori, ancora attivi. Perchè non vieni a cantare per la serata celebrativa? Ho messo subito le mani avanti dicendo che non potevo, dato i mie fastidi alle corde vocali; loro a insistere dicendo che i brani sarebbero stati  solo due e che non avrei stressato più di tanto la mia voce.

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Si sa che la curiosità è femmina. Mi sono detta:”dai diggiu” vediamo come stai con le corde vocali!  Galeotta è stata l’occasione. Ho lasciato a malincuore di cantare venti anni fa, perchè potevo rischiare i noduli in gola. Questa ghiotta occasione, però,  non poteva passare inosservata. I due brani scelti per gli ex cantori sono stati: Tibié Paiom di Dmitry Bortnianski e Halleluja di Haendel. L’Alleluja già lo conoscevo ma l’altro brano mai sentito. Mi è bastato, dopo la mia prima prova, ascoltare appena le prime due frasi ed è stato amore a prima vista…ma che dico orecchio e cuore. Le prove per gli ex cantori erano seguite dai due Maestri di conduzione corale, B.Sannai per il Coro Città di Piero e P.Fiorucci per la Corale Domenico Stella.  Per venire incontro alle esigenze degli ex cantori( una venticinquina in tutto) le prove sono state fissate  per tutti i venerdì sera e i sabato pomeriggio, per chi non poteva il giorno prima.  Massimo impegno per più di sei settimane, prima del 18 Novembre. Ogni settimana le prove andavano sempre meglio, l’entusiasmo e il piacere di ri-cantare crescevano sempre più, insieme all’emozione. Ho ritrovato ex cantori, del Città di Piero e ne ho conosciuti dei nuovi, che facevano parte della Corale Domenico Stella.

I due Cori che hanno festeggiato gli anniversari di fondazione stavano preparando La Messa di Santa Cecilia di Gonoud, per coro e orchestra. Una settimana prima del concerto c’è stata la presentazione del libro “Ottantanni in due- il Borgo e i suoi due cori” di Lorenzo Tosi

La sera del 15 novembre e il pomeriggio prima del concerto abbiamo fatto le prove generali con l’Orchestra. E in queste occasioni il sacro fuoco della Musica è salito alle stelle coinvolgendo me e i cantori , con l’adrenalina a mille.  L’Alleluja di Haendel è stato cantato insieme con i cantori effettivi ed eravamo più di 80 persone. Meraviglioso!

Ieri sera è stata una bella serata di Musica in cattedrale di Sansepolcro. Emozioni e bella Musica si alternavano. Batticuore prima dell’inizio ma tutto è andato bene. Le persone presenti erano tantissime e, in religioso silenzio, hanno seguito il programma e alla fine applausi infiniti. Nel programma di sala non c’era riportato l’Alleluja di Haendel e le persone presenti,  mentre applaudivano la fine della Messa di Santa Cecilia, hanno guardato incuriositi che noi ex cantori ci dirigevamo verso il coro, mischiandoci ai cantori effettivi.  Le note dell’Alleluja li hanno travolti e con gioia, i “tre cori” , quello degli ex cantori e gli altri due, hanno unito le loro voci. Un vero e proprio “corone”, troppo bello!

A distanza di  24 ore dal concerto, ancora sono emozionata. Oggi ho sfaccendato canticchiando sempre. E’ proprio vero che il canto riempie il cuore.

Ma c’è di più: fa bene alla salute, come dice il famoso medico francese Alfred Tomatis!

p.s.: Non credo che potrò riprendere a cantare, come ci hanno invitato i maestri. Le mie corde vocali mi ringrazieranno, se non le sforzerò. 🙂

 

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21 maggio 1967/2017

Un giorno trascorso in serenità e gioia.

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Sono passati 50 anni dal matrimonio di mia sorella e abbiamo festeggiato come si conviene ad un anniversario importante.

12 persone intorno ad un tavolo: il nipote volante, Fabio, con la sua giovane signora, Diendra, il nipote Alberto(che mi ha fatto diventare zia) con Renata e Vanessa, Bianca( amica di mia sorella) con il marito Nevio, le cugine Maria Pia, Renata e infine io.

Ero trepidante per questo anniversario. Mia sorella e il cognato hanno passato momenti di salute assai delicati e spesso pensavano:” chissà se riusciremo ad arrivare ai nostri 50 anni di matrimonio?”  Un grazie al Signore per questo regalo. Per quanto mi riguarda ho ricordato l’arco di questi 50 anni. Ricordo il giorno del loro matrimonio come se fosse ieri, la nascita dei nipoti, la perdita di due bambini in corso di gravidanza, gli alti e bassi della vita, ma ieri è stata gioia e serenità. 

Durante il pranzo il figlio “vagabond” ha telefonato da Praga per fare gli auguri. Avrei voluto fosse con noi ma tutto non si può avere. Era fuori per il rally della repubblica Ceka, che tra l’altro ha vinto.

Il pranzo a Caprese Michelangelo è stato buonissimo e tra una portata e l’altra abbiamo “ciacolato, di tutto e di più. Il lato giovane del tavolo presi dai loro discorsi e felici; il lato diversamente giovane, altrettanto, tra ricordi e confronti.

Auguro alla sorella e al cognato ancora tanta serenità. Durante la Messa in cattedrale ho pregato il Signore affinchè continuino la loro vita e si godano la loro terza età.

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Notte Santa

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A volte il buio della notte sembra penetrare nell’anima; a volte pensiamo:” oramai non c’è più nulla da fare”, e il cuore non trova più la forza di amare..

Ma proprio in quel buio Cristo accende il fuoco dell’amore di Dio : un bagliore rompe l’oscurità e annuncia un nuovo inizio, qualcosa comincia nel buio più profondo. Noi sappiamo che la notte è “più notte” , è più buia poco prima che cominci il giorno. Ma proprio in quel buio è Cristo che vince e che accende il fuoco dell’Amore. La pietra del dolore è ribaltata lasciando spazio alla speranza. Ecco il grande mistero della Pasqua!

In questa santa notte la Chiesa ci consegna, perchè in noi non ci sia il rimpianto di chi dice” ormai..”, ma la speranza  di chi si apre ad un presente pieno di futuro: Cristo ha vinto la morte e noi con Lui. La nostra vita non finisce davanti alla pietra di un sepolcro, la nostra vita va oltre con la speranza in Cristo che è risorto proprio da quel sepolcro.

Come cristiani siamo chiamati ad essere sentinelle del mattino, che sanno scorgere i segni del Risorto, all’alba del primo giorno della settimana.

(Udienza generale di Papa Francesco 1 aprile 2015)

Auguri di Buona Pasqua a chi passa di qua!

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Triduo pasquale 2017, ricordando Gerusalemme.

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Anche quest’anno sono arrivata al triduo pasquale, dopo una quaresima faticosa. Doveva essere così per andare incontro alle sofferenze di  nostro Signore che, per Amore infinito, ha accettato la volontà del Padre. Nella mia foto un ulivo tra i più vecchi del Getsemani, dove il triduo pasquale ha avuto inizio. Dopo essere stata in Terra Santa, per ben tre volte, vivo il momento attuale fisicamente qui ma con il cuore nei luoghi ove ciò è accaduto.

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Via del Calvario, Gerusalemme Via Dolorosa cappella della terza stazione.

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Mater dolorosa, altorilievo presso il Golgota nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. :” ..anche a te una spada trafiggerà l’anima..

Una colomba ci ha accolto nel cielo a Gerusalemme

Gerusalemme dal monte Scopos. Una colomba tra le nuvole in cielo. Segno della presenza dello Spirito Santo in una città Santa. Ero appena arrivata a Gerusalemme.

Sofferenza e Amore per tutti noi.

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22.. un numero come un altro!

Oggi è il 22 gennaio, domenica, giorno del Signore. Chiude una settimana non proprio bellissima. Terremoti, maltempo, bufere di neve, emergenza in mezz’Italia, notiziari(anche troppi). Polemiche a non finire di fronte ad un’emergenza davvero straordinaria. Metri di neve in un territorio vastissimo che con le scosse continue rendono la situazione apocalittica.  Fino a mercoledì, in serata, dove sono cominciate ad arrivare notizie di una valanga che ha sommerso un Albergo a 5 stelle in un certo posto in mezzo alla neve: Rigopiano in prov. di Teramo.  La notte e i giorni fino ad oggi sono stati pieni zeppi di immagini, paure, salvataggi, rete elettrica saltata ovunque che,con le temperature in picchiata, è stato un carico da undici tragico. In mezzo ad una tempesta di neve, i soccorsi riescono a raggiungere l’Hotel. Devastazione totale, mucchi di neve, alberi e sassi che hanno distrutto e sommerso l’edificio. I soccorritori del nucleo speleologico alpino che raggiungono la sede dell’hotel con gli sci hanno davanti agli occhi una catastrofe. Silenzio assoluto e nessun rumore. Riescono a salvare due uomini, uno dipendente dell’Hotel e un padre di famiglia che era uscito per prendere delle medicine in macchina. La sua disperazione… riferiva a tutti che dentro l’Hotel c’era la sua famiglia, la moglie e due bimbi, oltre gli ospiti dell’albergo e il personale in servizio.  Le notizie via tv e web si susseguono e colme di pessimismo al 101% e nessuno osava sperare, magari in un miracolo! Volontari soccorritori eroici si mettono al lavoro coordinati dalla protezione civile in una lotta contro il tempo. Determinati, coraggiosi,instancabili; il  desiderio di poter dare un senso alla loro fatica. Voglia di Miracolo che, in effetti, è avvenuto il 20 gennaio alle 11,42. Sei persone sono vive sotto le macerie e l’enorme coltre di neve. Sia lode a Dio.

Un susseguirsi di numeri ma una cosa certa; alle 2 persone salvate, si sono aggiunti 9 sopravvissuti, fra cui 4 bambini.!!  Persone “rinate” da un inferno di ghiaccio. Tutte sono state ricoverate e sono in buone condizioni. Una famiglia riunita (quella della prima persona salvata) 2 bambini che hanno la famiglia ancora sotto la valanga, 23 dispersi per i quali si corre contro il tempo nella speranza che la valanga abbia preservato ancora tanti altri.  In giornata viene comunicato che si aggiunge un altro disperso, un giovane senegalese, dipendente dell’albergo. Notizia di cronaca che aggiunge un’ unità all’alto numero dei dispersi. Eppure quest’ultimo disperso mi ha colpito. Ho pensato alla sua famiglia in Senegal che verrà a sapere che il figlio, giovane, lavoratore, fuggito dalla fame, dal caldo torrido e con tante speranze, ha perso la vita sotto una montagna di ghiaccio e di neve. 😦  Oggi, 22 gennaio 2017,  FAYE DAME con permesso di soggiorno regolare e residente a Torino da 2 anni, è stato ritrovato senza vita. A soli 22 anni. Dio lo accolga tra le sue braccia, come tutte le altre cinque vittime. Ad ora.  120328533-bfa65a1b-5dc5-4d42-838c-a647bcabd552.jpg

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48 ore in bianco..

.. e non per la neve.

Domenica pomeriggio verso le 18,30, cammino a passo  veloce, a causa temperature polari, verso la mia macchina.  Eccola, è a meno di 5 metri, già la chiave in mano. Mai distanza così piccola è stata tanto lunga.  Alla mia destra il muro del comune, alla mia sinistra una fila di auto ferme, e ce l’avevo quasi fatta. Il mio piede destro incontra un rilievo, quasi scalino, di una rampetta eliminatoria di barriere architettonica di un ufficio comunale. Il resto mi vede stesa  in modo orizzontale. Orp, direbbe la mia amica Upi, ci scapperebbe una bellissima vignetta. I miei occhiali a due metri da me, il mio ginocchio destro dolorante ma non troppo, così il polso destro, che insieme al sinistro ha cercato di salvare la mia musata a terra. Però il sinistro non è scivolato oltre ma è stato stoppato dalla rampa. Dolore a botta calda che non mi ha impedito di alzarmi da terra, da sola, nonostante altre persone che andavano e venivano. Inforco i miei occhiali  che se la cavano con due abrasioni sulle lenti, fortunatamente in alto. Finalmente la mia macchina mi toglie dall’imbarazzo e si mette in moto. Brevissima constatazione che le ossa sono tutte integre, un po’ di amarezza per non essere stata aiutata e arrivo a casa. Col polso sinistro comincio a fare i conti. Non riesco a chiudere l’auto e devo supplire col destro. In casa metto sotto l’acqua fredda la mano fino sopra il polso, da fuori un arrossamento causato dall’abrasione salvata dal guanto di lana e nessun gonfiore. Dopo cena un impacco con una pomata a base di Arnica montana(antitraumatica) e fascio il polso con una fascia elastica. Le dita sono tutte attive, tranne il non poter reggere nulla perchè il pollice non collabora, causando dolore.. Spero che una buona dormita possa far bene e decido di andare a ninna. Ho preso coscienza del  perchè il buon Dio ne ha creati due di polsi. fatica nelle cose più stupide, fra cui spogliarsi per mettere il pigiama. E per fortuna che tale sorte non è toccata al destro. :-/

Ieri mattina dovendo andare a fare una prenotazione in ospedale decido di passare dal pronto soccorso. Diversi pazienti erano già all’accettazione quando arrivo io. Mi sono detta: qui ci facciamo notte. L’infermiera dell’accettazione invece si rivolge a me chiedendomi di cosa avessi bisogno. Gentilmente mi invita a sedere in sala di aspetto e ad aspettare di essere chiamata. Dopo 15 minuti il medico mi chiama e dopo un sommario sguardo mi prescrive radiografie perchè mano e polso erano gonfi. Due prime lastre non riescono a sciogliere l’enigma se ci fosse o meno qualcosa di rotto. Ero appena ritornata in pronto soccorso dalla radiologia che mi sento richiamare per tornare a fare altre due proiezioni per meglio diagnosticare il trauma. Torno giù e aspetto che mandino in via telematica al p.soccorso le lastre e il referto. Potrebbe esserci una piccola frattura, sentenzia il medico, una tipetta tutto pepe ma molto professionale. Il referto recita esattamente: Sospetta frattura composta in sede epifisaria distale del radio, da approfondire clinicamente da un ortopedico. Appuntamento fissato per oggi alle tredici e trenta per valutare il da farsi. Mi immobilizzano il polso con una fasciatura e mi restituiscono i fogli e le ricevute diagnostiche, oltre la richiesta per la visita ortopedica. Il tutto in due ore scarse. Gioisco per non aver dovuto passare tutta la giornata in pronto soccorso, dove tutto il personale, medico e paramedico, correva da una stanza all’altra. 20170109_162156

Questo è il risultato. Fortunatamente con le dita libere ho potuto guidare la macchina senza troppe difficoltà.

L’immobilizzazione fatta in pronto soccorso mi ha messo al sicuro il polso che ha cominciato a farmi meno male. Sono riuscita a dormire stanotte, svegliandomi una sola volta e ricadere subito dopo tra le braccia di Morfeo.

Stamani, dopo un salto al mercato, sono tornata in ospedale e ho aspettato l’ora della visita ortopedica. Mi preoccupava un po’ l’esito e speravo di non avere trauma  tale da esigere il gesso.

Aspetto il medico che ha ritardato 15 minuti perchè in sala operatoria. Sembra che con questi freddi le cadute e le fratture si siano date appuntamento. Mi esamina, col le radiografie sul terminale del pc davanti, tolta la fasciatura mi comincia a fare pressione sui punti delicati del polso fino al momento in cui ho sentito male. Alla fine del palmo un bell’ematoma faceva mostra di sè e molto probabilmente oscurava le radiografie fatte il giorno prima. La presunta frattura non c’era (evvaiiiii) perchè altrimenti avrei sentito dolore nelle parti manipolate dal medico. Gentilmente mi comunica che è il caso di tenere immobilizzato il polso per almeno 15 giorni per permettergli di sistemarsi al meglio e che data la caduta potevo essermi rotta polso e gomito, oltre la gamba destra. Il polso, fino a metà avambraccio e l’inizio delle dita, è stato steccato e rifasciato di nuovo. Tipo questo, ma tutto bianco.

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Ora non resta che adattarmi a una vita a scartamento ridotto per venti giorni e pazientare.

Avrei preferito passare questo periodo in bianco a sciare o passeggiare in montagna ma non si può avere tutto! Sarà per un altra volta. 😉

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