terzo giorno..

Fin dal primo mattino, dopo una nanna riposante e benedetta, siamo subito pronti per partire. Già sulla carta i luoghi che "vedremo" sono unici e quindi interiormente cresce uno strano non so chè. Il nostro Don, ci esorta a mettere in azione i cinque sensi per "vivere" questa nuova tappa del Pellegrinaggio.
Dopo la preghiera in Pulman con i miei compagni di viaggio, ci avviamo verso la prima tappa. Il Monte delle Beatitudini.
Strada facendo la vista percepiva una Luce e dei colori davvero particolari.

Alle 9,30, puntualissimi sulla tabella di marcia, siamo arrivati a destinazione.
Il Monte delle Beatitudini

Alle 9,50, all’anfiteatro, che si affaccia sul lago di Tiberiade, celebriamo Messa. Siamo circondati da un giardino in fiore e l’olfatto ci pemette di percepire le fragranze, trasportate da un leggero venticello.
La Parola del giorno da spezzare non poteva che essere (Matteo 5, 1-11)

L’Omelia del Don è stata proprio una catechesi coi fiocchi. Non era facile, data la varietà  di persone che il Signore ha unito nel nostro gruppo. Eppure.. cerco di ricordare qualche frase che mi è risuonata di più nel cuore: Il regno dei cieli è ora e non domani; Non mi devo piangere addosso per il mio dolore, ma condividerlo  e scoprirne il senso; nella vita riceviamo sempre ciò che diamo; se vivrò in pienezza, vedrò Dio dappertutto; il demonio ci demolisce il futuro. " io non perdonerò mai", io non farò, non dirò, non, non non.  quanto è importante perdonare, per me ma in particolar modo per mio fratello;abbattere il nostro "io", non voler perdere significa egoismo, rinnegare me stesso per seguire Gesù; "sul monte" il cielo si incontra con la terra; chi ascolta il Signore comprende questo e quando riscende deve prendere una decisione concreta nella sua vita.. .

La comunione è stato il momento di condivisione più forte e in silenzio sono più che certa che ognuno di noi ha incontrato Dio, gli ha aperto il suo cuore.
Dopo la celebrazione, siamo ripartiti, a piedi, destinazione Cafarnao. Lungo il percorso abbiamo fatto tre tappe, con tanto di meditazione

"Amate i vostri fratelli e i vostri nemici"

seconda fermata: Gesù insegna agli apostoli il Padre Nostro.
Nella piccola grotta, sovrastante il Lago, ci invita ad entrare nel cuore della nostra vita, così come la grotta significa entrare nel cuore della montagna che la sovrasta.
 
Verso Cafarnao

terza fermata Padre Bargil Pixner, che ha scritto il libro: Con Gesù, attraverso la Galilea, secondo il quinto Vangelo , ha posto un cippo che ricorda il luogo dove l’emoroissa si è avvicinata a Gesù. Una memoria per i posteri. 
 
E’ un padre benedettino che vive da una vita a Gerusalemme. Il quinto Vangelo è quello che viviamo durante il pellegrinaggio, con tutti i nostri sensi.

Ma ecco che, camminando, camminando, siamo arrivati a Cafarnao.



casa di Pietro

Sinagoga

resti di Cafarnao

Lago di Tiberiade visto da CafarnaoLago di Tiberiade a Cafarnao

Uno dei tanti passi legati a Cafarnao, dove Gesù inizia le sue predicazioni. Marco 1,14-45
Il don ci ricorda tutti gli episodi legati a questa terra: La figlia di Giario, l’emorroissa, la pesca miracolosa, il primato di Pietro, la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Essere nel luogo dove questi fatti sono stati vissuti, ti fa sentire una nullità e nel contempo amata da Dio. Indescrivibile ciò che posso aver provato e vissuto. Toccavo con mano, sentivo la Parola spezzata, vedevo la Luce e i colori del luogo, percepivo gli odori che mi circondavano. Fiori, salmastro dell’acqua, il profumo del mio semplice panino che mangiavo come se fosse altro. Ma ero già sazia.
La fine della giornata ha riservato però un’altra chicca!  Da Genesaret abbiamo preso un barcone e abbiamo lasciato la "riva" per Tiberiade!
In mezzo al Lago, hanno fermato la barca e nel silenzio il Don ha proclamato alcuni passi di Marco 6, 30-56  Ricordando l’episodio di Gesù che va verso i discepoli camminando sulle acque, ci ha fatto affidare al Signore tutte le nostre acque su cui affondiamo giornalmente e di affidare la nostra  barca alla Sua Guida. " Coraggio, sono Io , non temete"  Il canto, accompagnato dalla chitarra della bravissima Franca, "Nada te turbe" ha completato la sosta in mezzo al Lago. Ho ricordato tanti amici del Web, prima che la barca ripartisse, abbandonata al dondolio delle acque.

Lago di Tiberiade in vista di Tiberiade city

Alle 17 eravamo di nuovo a terra, dove il pulman ci aspettava.
Il tempo di un gelato e siamo ritornati a Nazareth, passando per Cana, ma senza fermarci.
Una splendida full immersion sulla Parola e sull’Amore di Dio.
Grazie Signore per questo giorno vissuto in Tua compagnia.
A letto presto, dopo cena, perchè domani ci aspetta il trasferimento a Betlemme, previa giornata di deserto e Mar Morto.
continua…
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Informazioni su giudig

Non mi piace essere assorbita dalla mentalità del mondo. Ci sono, ma amo fermarmi e assaporare la Vita, attimo per attimo, con le sue gioie e i suoi dolori. E' un dono di Dio e come tale non va sprecata. Amo colui che mi ama da sempre e per sempre. Dio.
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2 risposte a terzo giorno..

  1. fiordicactus ha detto:

    Bellissime le foto! Ma il mio tempo è poco, passo a leggerti, sabato, credo! :-*
    Ciao, R

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