Elvira, una suora alta un soldo di cacio e un Cenacolo

E’ difficile per un pellegrino che si trova a Medjugorje non visitare la comunità Cenacolo fondata da Suor Elvira e che si è diffusa in tutto il mondo. Un’associazione cristiana che accoglie giovani smarriti, insoddisfatti, delusi, disperati, che desiderano ritrovare sè stessi, la gioia e il senso della vita. Per me è stata la prima volta che l’ho vista di persona ,pur avendo visitato il cenacolo anche in precedenza ,ma ne  ho sempre sentito parlare dalle testimonianze dei suoi ragazzi. Fin dalle sue prime parole sprizzava gioia di vivere e il suo amore per i giovani. Dopo un primo momento sul palco del tendone ha cominciatpo a scendere tra i pellegrini presenti, ha risposto alle tante domande e con il sorriso nella bocca ha sempre sollecitato il nostro cuore. Ci ha fatto ridere quando si è messa a ballare, la sua prima passione che non ha dimenticato anche se Dio l’ha chiamata ad essere suora.
Ha ripetuto spessissimo che il mondo è triste e che con la tristezza non si va da nessuna parte. Tra le tante regole dei giovani che ospita, fino a trenta nazioni diverse, ce n’é una semplicissima ed essenziale: quella di svegliarsi al mattino e sorridere.  La vita la si conquista ogni giorno. e la gioia che Gesù ha portato sulla terra è per ciascuno di noi. Sorridere anche se non ne abbiamo voglia. Lo dobbiamo fare per noi stessi per poi donarlo agli altri.
Ha chiesto ai pellegrini presenti quanti fossero quelle che venivano a Medjugorje per la prima volta. Li ha esortati a non spegnere interiormente tutto ciò che avevano vissuto e a metterlo in pratica nella loro vita di studenti, di famiglia di figli e di genitori. Non erano venuti da soli, ma Lei li aveva chiamati a vivere questa esperienza. Si è rivolta, poi,  a chi, invece, era già un ritorno. Ci ha richiamati ad esaminare cosa nella vita era cambiato dopo essere stati a Medjugorje. Se non era cambiato nulla, era inutile che ci fossimo ritornati. Medjugorje cambia dentro e invita ad un radicale cambiamento del modo di vivere, anche se a piccoli passi.
La testimonianza di due suoi ragazzi ha davvero commosso tutti. Specialmente un ragazzo di Sarajevo,   che è entrato in comunità non perchè tossico o dipendente da un qualsiasi vizio tipo il bere il sesso.. ma perchè era dipendente della solitudine che lo mandava in depressione. Aveva il lavoro, una casa, una vita più che decorosa ma aveva una ferita profondissima nella sua infanzia (suicidio della madre alcolizzata dopo le atrocità della guerra) che lo aveva fatto sempre sentire solo fino portarlo a rinchiudersi in casa per tenere il mondo fuori. Ha ubbidito ad una zia che gli aveva proposto di andare un mese nella comunità Cenacolo e lui ha accettato dicendo a se stesso che sarebbe passato veloce. Ma là ha scoperto che si può vivere in maniera diversa ogni giorno e ha trovato l’Amore di Dio che ha sconvolto la sua vita. Era Lui che gli mancava e non lo sapeva. Da allora sono passati quasi cinque anni. Questo ragazzo di trentatre anni, ora realizzato e pronto a dare un aiuto concreto a chi entra in comunità, ha finalmente scoperto la sua vocazione. Spera di formare una sua famiglia ma di rimanere vicino al "Cenacolo" dove è avvenuta la sua rinascita. Non a caso il simbolo della comunità è questo

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Informazioni su giudig

Non mi piace essere assorbita dalla mentalità del mondo. Ci sono, ma amo fermarmi e assaporare la Vita, attimo per attimo, con le sue gioie e i suoi dolori. E' un dono di Dio e come tale non va sprecata. Amo colui che mi ama da sempre e per sempre. Dio.
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6 risposte a Elvira, una suora alta un soldo di cacio e un Cenacolo

  1. vnnvvvn ha detto:

    Ho ascoltato Madre Elvira al meeting di Rimini lo scorso agosto mi è rimasta impressa la giocosa confusione con la quale si rapportava alla conferenza, ma anche la semplicità con cui ha raccontato la sua vita, dalla fame al padre alcolizzato.
    Però nelle orecchie mi è rimasta la risata :-))

  2. danielafenice ha detto:

    Deve essere stata una bellissima esperienza anche per te se ci sei ritornata.
    Grazie di aver condiviso questi momenti ricchi.
    Un abbraccio
    Dani

  3. nihilalieno ha detto:

    Io ho ascoltato una volta la testimonianza di un ragazzo, drogato, ma che se la cavava bene lo stesso, nella vita (faceva il pilota d’aereo. Cosa che sinceramente mi ha turbato. Specialmente quando devo prederne uno, di aereo..) che è andato così, per curiosità… E là ha vissuto un totale cambiamento interiore…
    Se opera, c’è!

  4. unsorrisoxte ha detto:

    io sono 2 anni che vorrei organizzare da andare con una mia amica ma non sappiamo a chi rivolgerci visto le parrocchie organizzano Lourdes, fatima ma medjugorje niente!ho letto dei libri e speraimo davvero prima o poi di riuscire ad andare! :0)

  5. cautelosa ha detto:

    Ben tornata, Giuliana, da questo viaggio di spiritualità e amore.
    Buona giornata!

  6. diggiu ha detto:

    @vnnvvvn Davvero una piccola grande donna. Nella sua statura ci ho rivisto Madre Teresa. 🙂
    @danielafenice Una grandissima esperienza e la gioia interiore non èpuò che essere condivisa. Grazie Daniela cara! 😉
    @nihil Eccome se c’è l’opera. Una pianta la si riconosce dai frutti che produce. Basta poi guardare gli occhi di questi ragazzi. Brillano di luce interiore. La loro giornata è fatta di preghiera e lavoro. Niente televisione, telefonino e rapporti con le famiglie di origine per almeno un anno.
    @unsorrisoperte Vedrai che se chiedi in giro troverai di sicuro qualche pellegrinaggio. Io conosco una associazione che si trova a Torino che non fa che organizzare pellegrinaggi. Anche qui in Toscana c’è una parrocchia che si appoggia a questa organizzazione. Un consiglio spassionato. Non andare senza un padre spirituale che vi accompagni e supporti. Grazie del tuo passaggio da me, molto gradito. 🙂
    @cautelosa Grazie per il tuo bentornata! E’ stato un pellegrinaggio davvero speciale. 🙂

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