La sfida di Lucyette

La mia amica Lucyette ha provocato i suoi lettori chiedendo loro di immaginare in  quale personaggio del presepe  si riconoscono.
Nel mio micro presepe  ci sono pochi personaggi  a corredo della Santa famiglia,  tipo la donna che fila, quella che lava, l'uomo che prepara il fuoco per la polenta, il pastore che sonnecchia lungo un laghetto,o quello che porta l'agnellino sulle spalle. La tradizionale fauna composta di pecorelle, papere, galline, un cagnolino, un leprotto e uno scoiattolo. Non c'è una statuina size XXL in cui mi possa identificare. Però da diversi anni, circa dodici, un personaggio di legno che amo, fa bella mostra nel presepio di casa. Non è della stessa taglia delle statuine ma amo pensarlo nel contesto della natività a Betlemme.  Eccolo, l'angelo del silenzio, intagliato in legno e che ho comprato in Val Gardena.

Vi chiederete perchè è entrato a far parte, in pianta stabile, del mio presepio?  Perchè annuncia a tutti gli altri personaggi presenti e a quelli che lo guardano, di fare silenzio.  Non ama il frastuono che troppo spesso confonde il nostro cuore. Durante il tempo di Attesa va ridimensionato il nostro spirito, ricondurlo lontano dalla confusione e luci artificiali.  Fare spazio dentro di noi per accogliere di nuovo Lui che viene.
Sono stata a Betlemme, due volte, e sempre mi sono immaginata come poteva essere questa città 2010 anni fa. Niente luci, niente rumori all'infuori del calpestio degli asinelli o dei passi dei pastori e viandanti che percorrevano i sentieri accidentati e impolverati della Giudea.   
"Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse" Così il Profeta Isaia  descrive l'irruzione di Dio nella storia dell'uomo:  il Messia atteso verrà come una "grande luce" e illuminerà il popolo che brancola, disorientato, nelle tenebre dell'oscurità. Che strano, la stessa condizione del mondo di oggi.
   A Beit Sahour, Campo dei pastori, a poche miglia sotto Betlemme, in un territorio accidentato cosparso di grotte e sassi, i pastori furono sorpresi nel sonno mentre dormivano nei rifugi insieme alle loro greggi. Una grande luce e un canto di Angeli ruppe quel silenzio della notte per annnunciare l'Evento, che dopo l'Annunciazione dell'Angelo a Maria, ha dato inizio alla storia della nostra salvezza.  La profezia di Isaia non si esaurisce con i pastori e con quelli che, dopo i pastori, sono stati i destinatari "storici" di questo annuncio di gioia. Le parole di Isaia, superando i confini dello spazio e del tempo, abbracciano anche noi, oggi. Siamo noi, qui e oggi, i destinatari della profezia: "il popolo che cammina nelle tenebre e in terra tenebrosa". Ma la Luce vera, quella che illumina ogni uomo, splende nelle tenebre e brilla per tutti! È necessario, perciò, alzare lo sguardo, lasciarsi travolgere dallo splendore di questa Luce e "ri-orientare", grazie ad Essa, la nostra esistenza.     Perché questa Luce brilli,  è necessario essere come i pastori, semplici ed umili; dovremo riconoscere il nostro essere poveri e bisognosi, dovremo riconoscere il nostro essere piccoli e limitati, per spalancare le porte del cuore alla Luce di Dio che ci salva.  Riappropriarci e ritrovare, soprattutto, la capacità di stupirci, di meravigliarci: Dio ha fatto e continuamente fa meraviglie nella nostra vita.!  Riusciamo a percepirle? Che il Signore ci conceda in questo Natale la capacità di meravigliarci, di stupirci, di guardare al mondo con i Suoi stessi occhi, con il Suo stesso sguardo di meraviglia e di benedizione!
Se fossi oggi a Betlemme per Natale, mi spenderei nel chiedere a tutti di fare silenzio, prima dentro di noi stessi, poi tutto intorno. Non vorrei essere disorientata nell'attesa del mio Salvatore  per poi gridare la  gioia al mondo intero. Prima o poi dovrò andarci per vivere laggiù, nell'anonimato generale, il mio Natale.

Informazioni su giudig

Non mi piace essere assorbita dalla mentalità del mondo. Ci sono, ma amo fermarmi e assaporare la Vita, attimo per attimo, con le sue gioie e i suoi dolori. E' un dono di Dio e come tale non va sprecata. Amo colui che mi ama da sempre e per sempre. Dio.
Questa voce è stata pubblicata in angeli, curiosità, fede, natale, presepe, salvezza, speranza, spirito. Contrassegna il permalink.

9 risposte a La sfida di Lucyette

  1. ciccio56 ha detto:

    post bellissimo!

  2. martayensid ha detto:

    diggiu sei una favola!

  3. Un abbraccio Giuliana,  e grazie per questa bella riflessione che ci permette di meditare il Grande Evento.

                       

  4. Ciao , bellissimo questo tuo post….che ci porta  a riflettere molto , sul significato del Natale.
    Ti auguro  che questo periodo sia per te ricco di emozioni, di felicità  e di salute.

    Un abbraccio forte

    Cris

  5. Lucyette ha detto:

    Ma è bellissimo, questo tuo post… grazie!! E non solo per aver raccolto il mio invito, intendo 😉

    Grazie a tutti voi, sto facendo un presepio bellissimo, quest'anno!!

  6. daylight ha detto:

    Che sia un Natale di serenità!

  7. danielafenice ha detto:

    Cara Giuliana, molto bello il tuo post,credo di identificarmi in una pecorella,
    mi piace molto:
    "Il Signore è il mio pastore, su pascoli erbosi mi fa riposare,
    ad acque tranquille mi conduce"

    Buon Natale!!!

                         

  8. Giuliana, c'è un regalo per te nel mio blog.
    Un abbraccio, Tea

  9. Pingback: Il mio presepio « Una penna spuntata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...