Il generale inverno e mio figlio

Ecco un'altra impresa del figlio "vagabond" come io lo chiamo. I viaggi tranquilli e rilassanti per lui non esistono. Non sto ad elencarvi lo spirito di questo viaggio, che lui si appresta a portare in porto anche in nome e per conto dell'azienda che gli fa testare un fuoristrada alimentato ad energia alternativa alla benzina. 
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Qui e saprete tutto. compreso gli aggiornamenti e il diario di viaggio tappa per tappa.
Spesso mi chiedo che cosa lo spinge a fare viaggi così estremi. Il suo interesse spessissimo è quello storico. Gli piace visitare e vedere con i suoi occhi i luoghi dei grandi avvenimenti, (meta del viaggio è Volgograd , luogo della sanguinosa
battaglia di Stalingrado, che viene ricordata il 2 febbraio), conoscere i popoli, possibilmente dal basso, la loro cultura e tradizioni. In questa triste pagina di storia la mia cittadina ha perso diverse persone e di tante altre, le famiglie,  non hanno più saputo nulla dei propri figli, mariti o fratelli. Guido è sempre stato curioso nel conoscere il perchè le cose succedono e il senso storico lo ha  accompagnato fin dalla scuola elementare. Se mi avesse dato retta avrebbe studiato al liceo classico e approfondito, con una laurea, tutto il suo interesse. Ne sarebbe uscito un critico storico con i fiocchi, ma allora non volle affrontare il percorso storico umanistico scegliendo una formazione tecnica e lasciando il corso universitario intrapreso, al secondo anno, con sommo dispiacere della sua famiglia.  Ma questa è un'altra storia.

I chilometri da percorrere in questa impresa  non sono tantissimi, rispetto al viaggio del 2008, ma le condizioni del tempo sono e saranno proibitive, anche se il mezzo messo a disposizione è adatto a percorrere strade all'insegna del bianco e del ghiaccio.  Non resta che aspettare. 
Ha preparato con attenzione tutto l'itinerario insieme ai suoi compagni di viaggio. Come per Pechino all'andata sono in due e al ritorno in tre.
Non manca il lato umanitario in questo viaggio. Hanno caricato il fuori strada di abiti invernali per i senza tetto della freddissima città,  come richiesto, nei contatti avuti, con la Comunità Giovanni XXIII di don Oreste Benzi, dalla sede di Volgograd. La grande quantità di abbigliamento pesante raccolto e che non è entrata nel fuori strada, stipato come se fosse sotto vuoto,  sarà consegnata a Volgograd dalla comunità di Rimini.
Mi devo mettere il cuore in pace, ho un figlio che è un puzzle complicato, non statico ma superdinamico e che spesso mi fa girare la testa per la difficoltà a stargli dietro.  Ma non lo cambierei con nessuno.  Sarò aggiornata via Web nei suoi spostamenti e spero anche di sentirlo appena possibile.
Da mamma rompigliona gli dico solo:" Fai attenzione al freddo"  , il Generale inverno non perdona!

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Informazioni su giudig

Non mi piace essere assorbita dalla mentalità del mondo. Ci sono, ma amo fermarmi e assaporare la Vita, attimo per attimo, con le sue gioie e i suoi dolori. E' un dono di Dio e come tale non va sprecata. Amo colui che mi ama da sempre e per sempre. Dio.
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6 risposte a Il generale inverno e mio figlio

  1. ciccio56 ha detto:

    ma con tutti gli abiti antifreddo che si portano dietro come fai a dirgli di stare attento al freddo?
    Sia tutto un buon percorso!

  2. Lucyette ha detto:

     Buon viaggio!

    Lì, nella battaglia di Stalingrado, c'era anche mio nonno. Lui è tornato, per un colpo di fortuna (leggevo qualche tempo fa che sono stati proprio pochissimi gli Italiani che sono riusciti a tornare sani e salvi; una percentuale minima, mi ha fatto impressione O.o). Insomma, buon viaggio a tuo figlio: questo viaggio qua, a maggior ragione, mi "interessa" anche per ragioni famigliari!

    Ma per curiosità… nei documenti, alla voce "professione", tuo figlio cosa scrive? "Chierico vagante"? :-PP

  3. diggiu ha detto:

    @ciccio: Speriamo che riescano a fare con gli indumenti personali portati dietro, ma credo che alle temperature glaciali di meno 10 non so quanto possano resistere. Meno male che il fuori strada ha lìimpianto di riscaldamento!
    @Lucyette: Se riusciranno ad arrivare alla meta prefissata ne avranno di cose da raccontare, alcune saranno documentate! Non resta che incrociare le dita e sperare che il generale inverno non sia freddo come quello del 1943. Per quanto riguarda la professione mio figlio ce l'ha nel dna! Si chiama Guido e adora farlo!

    E' un soggetto particolare, non proprio ateo ma che si spende per gli altri. Per questo io lo presento , a Chi sappiamo, come una pecorella smarrita! Sappiamo noi che Lui fa nuove tutte le cose e scrive diritto sulle righe storte. Io continuo a sperare!  

  4. fiordicactus ha detto:

    È il caso di dire "Nomen omen" . . .
    Vado a controllare gli aggiornamenti del viaggio!

    Ciao, R

  5. Mirtillo14 ha detto:

    E' una bella impresa quella che tuo figlio sta compiendo, interessante e impegnativa.
    Un modo per conoscere altra gente, altre usanze, altre lingue.
    Certo l'inverno non aiuta ma senz'altro avrà tutto l'occorrente per ripararsi dal grande freddo.
    Buon viaggio a tuo figlio e saluti a te.
    (Bello il tuo blog ! )

  6. Pingback: Soffia il vento ..urla la bufera | Hopeandloveislife. Il segreto della vita

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