Hebron e la grotta di Macpela

Un po’ di notizie con l’aiuto della mia guida e di Wikipedia.

Tomba dei Patriarchi

Tomba dei Patriarchi-Hebron

Hebron è una delle più antiche città del Vicino Oriente ed uno dei siti abitati ininterrottamente da più tempo. I riscontri archeologici pongono la sua data di fondazione intorno al XXXV secolo a.C. (più di 5000 anni fa). La città è più volte menzionata nel Pentateuco. In particolare una grotta, nella parte bassa di Hebron (nella Genesi chiamata Querce di Mamre), sulla quale fu eretta nel I secolo a.C. una gigantesca costruzione, che è l’edificio ebraico più antico ancora conservato nella sua interezza, è detta La grotta dei Patriarchi (in arabo al-masjid al-Ibrāhīmī, “moschea di Abramo”, in ebraico ma’arat ha-machpela) è il luogo ove secondo la Bibbia sono sepolti Abramo, Sara, Isacco, Rebecca e Lia. Questa grotta è considerata sacra sia dagli ebrei (per i quali è il secondo luogo sacro per importanza dopo il Monte del Tempio), sia dai musulmani, che venerano il luogo come sepolcro di Abramo; parte della struttura ospita una moschea.  Secondo quanto dice il Pentateuco, dopo l’insediamento degli ebrei in quell’area con il Patriarca Abramo, Hebron divenne il principale centro della Tribù di Giuda e Davide venne incoronato re d’Israele in Hebron e da lì regnò fino alla conquista di Gerusalemme ove poi spostò la sua capitale. Erode il grande costruì l’attuale struttura che sovrasta la Grotta dei Patriarchi e l’imperatore bizantino Giustiniano II la trasformò, nel VI secolo, in una chiesa che venne, in seguito, distrutta dai Sasanidi. Nel 638 Hebron venne conquistata dagli arabi e nel 1099 passò sotto il controllo dei crociati che la ribattezzarono Città di Abramo. Il nome venne riportato all’origine dopo la sconfitta dei crociati da parte del Saladino nel 1187.”

Siamo riusciti a visitare sia la parte adibita a Moschea che quella adibita a Sinagoga. L’ingresso è libero ma solo quello. Fin dall’arrivo in città, lasciato il pulman, ci siamo incamminati verso il luogo delle Tombe dei Patriarchi attraverso un percorso obbligato e pieno di militari armati fino a denti. tondelli di sicurezza durante il percorso alle Tombe Equipaggiamento necessario per salvaguardare l’incolumità dei fedeli di tutte e due le religioni che si recano in visita alla Moschea e anche per il clima assai caldo della città dopo il massacro di Goldstein del 1994, la cui memoria è tenuta viva dal coloni israeliani che si sono insediati in una parte di Hebron, dopo la guerra del ’67.

Un gran via vai fin dalla salita all’ingresso della Moschea. Variopinti abbigliamenti di donne e di uomini  musulmani

di origine indiana. Dentro è stato possibile entrare anche a noi cristiani, purché senza scarpe, uomini e donne e, quest’ultime, intabarrate in mantelli con tanto di cappuccio.

I cenotafi di Abramo e Sara, di Isacco e Rebecca e Giacobbe e Lia sono circondati da persone in preghiera, vista l’impossibilità di accedere alle grotte tombali sottostanti e delle quali è possibile fotografare, in mezzo al buio più totale, la lampada ad olio
perennemente accesa. In questa città  non mi sono sentita tanto pellegrina, nonostante l’importanza delle tombe dei Patriarchi. Sono stata attenta e guardinga per quello che mi accadeva intorno. I giovani militari che incontravamo nei punti critici cercavano di essere sorridenti ma quelle armi che maneggiavano toglievano un pizzico di serenità. Usciti dalla Moschea, si riscende la scalinata e si arriva alla piazza e alle scalinate che ascendono alla parte della Moschea che è divenuta Sinagoga. I cenotafi condivisi di Abramo e Sara  si vedono mentre si percorre il lato della Sinagoga riservata alla preghiera. Silenzio e fedeli, non tanti, che erano assorti e quasi irritati, nonostante il silenzio dei visitatori. Dopo la visita una fermata ad acquistare qualche ricordo, (io ho preso le campanelle di ceramica per la mia collezione) e a ritroso, ci siamo incamminati verso il nostro pulmino, seguendo il percorso fatto all’andata.

Una città bellissima, importante e interessante dove, però,si vive non vivendo, come in tanti altri centri della Cisgiordania.    Non nascondo che molti pensieri  hanno affollato la mia mente mentre rientravamo a  Betlemme.       continua..

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Informazioni su giudig

Non mi piace essere assorbita dalla mentalità del mondo. Ci sono, ma amo fermarmi e assaporare la Vita, attimo per attimo, con le sue gioie e i suoi dolori. E' un dono di Dio e come tale non va sprecata. Amo colui che mi ama da sempre e per sempre. Dio.
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6 risposte a Hebron e la grotta di Macpela

  1. gioiasempre ha detto:

    Quante belle cose hai postato! Immagini e notizie molto interessanti, verrò a leggere il seguito…
    Ciao cara Giuliana ti lascio un abbraccio♥
    Grazie!

  2. fragolaecioccolato ha detto:

    Grazie anche da parte mia, come se ci fossi stata :-)) !!!

  3. Pingback: Otto giorni guidati dallo spirito (seconda parte) | Hopeandloveislife. Il segreto della vita

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