Otto giorni guidati dallo spirito (seconda parte)

12 maggio 2012

Partenza presto , dopo colazione. Saluto con preghiera alla Madonna del Carmelo e alla grotta del Profeta Elìa. Ho raccomandato il nipote volante e tutti della famiglia. Il piccolo gruppo di pellegrini, con il nostro Abuna si avvia verso Jenin e visitiamo, senza fermarci il grande campo profughi. In questo campo ci sono 10 famiglie arabo-cristiane che si riuniscono in una piccola chiesa situata in un palazzo, ove gestiscono un piccolo albergo. Quel senso di tristezza comincia a ripresentarsi. Noi in Italia che non abbiamo problemi a vivere la Fede, non ci rendiamo conto della fatica che qui fanno per mantenere viva la loro. Sono cristiani palestinesi e quindi discriminati due volte.  Guardo il viavai delle persone, qualche mamma col passeggino, ma nessuno sorride. E’ dura vivere in un campo profughi. Don Mario ci ricorda che in questa città è avvenuto il miracolo della guarigione dei 10 lebbrosi:

Procedendo verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea ed, entrato in un villaggio, venne richiamato dalle urla di un gruppo di lebbrosi. Fermatisi a distanza da lui, i dieci lebbrosi gridarono all’unisono: «Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!». Gesù li invitò allora a presentarsi ai sacerdoti del Tempio ed essi, obbedendo, durante il tragitto vennero sanati. Solo uno di loro, descritto come un Samaritano, tornato indietro in seguito alla guarigione, si gettò ai piedi di Gesù rendendo lode a Dio.
Il Maestro domandò allora se gli altri nove compagni avessero ottenuto come lui la guarigione ed, osservando che l’unico ringraziamento l’aveva ricevuto da uno straniero, lo benedisse dicendo: «Àlzati e va’, la tua fede ti ha salvato!». Lc 17,11-19

Prima di arrivare a Sebastyia, passiamo accanto alla Valle di Tel Dothan  . Questo luogo è menzionato la prima volta nella Genesi quando i fratelli vendettero Giuseppe  agli ismaleiti. (Gn,37-17) Poi nel secondo libro dei Re con la scena della visione profetica del profeta Eliseo che vide partire Elìa in un carro e cavalli di fuoco. (2°Re 6-13).

Pozzo di Giacobbe

Dopo pranzo a Sebastyia ci rimettiamo in viaggio per raggiungere la vicina Nablus dove ci aspetta Padre Giustino, monaco greco ortodosso e strenuo difensore della chiesa del Pozzo di Giacobbe . Prima di scendere nella cripta del pozzo, Padre Giustino ci illustra tutti i suoi lavori e le sue bellissime icone, tutte dipinte in preghiera. Ci fa anche vedere i paramenti del suo predecessore Padre Filomenos, ucciso da uno studioso colono Ebreo per appropriarsi della cripta e della chiesa del pozzo.Sichem Dal 1979 è lui il difensore della struttura ed è pronto a morire per difendere la sua chiesa.  Nella cripta del pozzo ci siamo fermati in preghiera ascoltando la Parola di Gv 4,1-42 . Stavo in ascolto guardando i bordi del pozzo immaginando le presenze di Gesù e della donna Samaritana. E’ stata attinta, con un secchio, l’acqua, e ciascuno di noi si è segnato in un clima di silenzio e di pace. Ho ripensato a Gesù che in questo luogo annuncia il dono dell’acqua viva, simbolo della rivelazione del ministero di Cristo e del dono dello Spirito Santo. Grande commozione . Insieme a noi e a Padre Giustino c’era una signora seduta tra il pozzo e l’altare. Io ho cominciato a cantare un canto del Rinnovamento, a voce bassa, e improvvisamente questa signora si è alzata e insieme a me si è messa a cantare, però in francese. Con gioia abbiamo sorriso scambiandoci alcune notizie. Lei vive, per motivi di lavoro a Gerusalemme ed era venuta in pellegrinaggio a Sichem. Anche lei appartiene alla corrente spirituale del Rinnovamento in Francia. Il mondo è piccolo e il vento dello Spirito conduce  dove vuole. Salutiamo il nostro Padre Giustino e non vediamo il momento di raggiungere Gerusalemme e Betlemme perché il caldo e la stanchezza, nonostante l’ebbrezza dello Spirito, cominciano a farla da padrona. Il nostro albergo è in piazza della Natività e ci scappa, dopo una salutare doccia, di andare a visitare la grotta della Natività e rendere grazie a Dio  della bella giornata vissuta in cui Lui ci ha accompagnato, attimo su attimo.

Nativity’s Grotta

Una dormita riposante ci traghetta alla domenica 13 maggio. E’ presto quando mi sveglio e il Muezzin della vicina moschea si alterna alle campane della basilica. Prima di colazione esco dall’albergo e vado a visitare la Basilica incensatissima dai padri ortodossi, che nella  solenne liturgia domenicale fanno il giro della Chiesa, regalando qua e là occhiate minacciose mentre cantano accompagnati dal tintinnio dell’incensorio. Una preghiera davanti alla bellissima statua di Maria nella chiesa cattolica di Santa Caterina,

Chiesa di Santa Caterina Betlemme

attigua alla Basilica, e si è fatta l’ora della colazione. Nella mattinata ci rechiamo a Hebron, senza il nostro Abuna, occupato con il Patriarca, ma in compagnia di una guida locale, per visitare la tomba dei Patriarchi. Vedi post in proposito.

Siamo a pranzo in albergo e nel pomeriggio ci aspetta una grande festa. La prima comunione della piccola Chiara…

continua

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Informazioni su giudig

Non mi piace essere assorbita dalla mentalità del mondo. Ci sono, ma amo fermarmi e assaporare la Vita, attimo per attimo, con le sue gioie e i suoi dolori. E' un dono di Dio e come tale non va sprecata. Amo colui che mi ama da sempre e per sempre. Dio.
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3 risposte a Otto giorni guidati dallo spirito (seconda parte)

  1. gioiasempre ha detto:

    Quanti luoghi belli e significativi hai visto, grazie delle tue cronache e immagini che sono andata a vedermi.
    Tornerò.
    Buonanotte , ti abbraccio.

  2. ciccio56 ha detto:

    Dovresti pensare di scrivere un libro: “Racconti di viaggio”

  3. Pingback: terza di Quaresima 2014 | Hopeandloveislife. Il segreto della vita

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