Essere cattolici in Terra Santa. Lettera pastorale

Padre David Neuhaus, Vicario del Patriarcato Latino, responsabile del Vicariato San Giacomo per i Cattolici di Lingua Ebraica in Israele, ha pubblicato una lettera pastorale in occasione del 60° anniversario della fondazione dell’Opera di San Giacomo. La lettera e’ stata pubblicata il 9 agosto 2015, Festa di Edith Stein.

…Una comunità cattolica israeliana di credenti in Gesú, che vive integrata nella società ebraica israeliana, funge da ponte per la guarigione e la riconciliazione tra ebrei e cristiani nella terra di Gesú. Cerchiamo di far conoscere Gesú di Nazareth come un figlio di questa terra e del popolo ebraico. E’ importante ripristinare il Nuovo Testamento al suo posto nella letteratura ebraica del periodo del Secondo Tempio. Siamo anche chiamati ad essere portavoce di lingua ebraica per la Chiesa che esprime il suo insegnamento di rispetto per il popolo ebraico e il suo contributo per il risanamento di un mondo lacerato. Così ha dichiarato l’Instrumentum laboris del Sinodo Speciale dei Vescovi per il Medio Oriente: “Poiché é debole la presenza di cristiani in lingua ebraica, anche se i media civili ebraici hanno una certa apertura verso i temi cristiani, si vede la necessità di formare cristiani di lingua ebraica da impiegare nel settore dei media” (Instrumentum laboris (2010), 83). Questo si realizza attraverso il coinvolgimento di cattolici professionisti di lingua ebraica in tutte le sfere della società civile, in particolare nell’educazione, nei media e nell’attivismo sociale.

Storicamente, i membri delle kehillot hanno professato la loro fede nella discrezione e nell’umiltà. Questa umiltà é un prerequisito per la guarigione così tanto bisognosa dopo tanti secoli di ostilità e animosità tra ebrei e cristiani. Quando viene ripristinata una relazione di fiducia, ebrei e cristiani possono guardare con fiducia all’altro e rivedere il posto di Gesú Cristo nella storia di salvezza. Quando veniamo interrogati sulla nostra fede, ci fanno da guida le parole di Pietro: “Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che é in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto” (1 Pietro 3,15).

15. Vivere nel cuore della Chiesa locale: Noi siamo membri della Chiesa locale a tutti gli effetti. Il nostro Vicariato fa parte del Patriarcato Latino di Gerusalemme dove troviamo il nostro posto all’interno della grande diversità di cattolici che questo Patriarcato rappresenta. Tra i Vicariati di Israele, Giordania, Palestina e Cipro, il Vicariato San Giacomo per i Cattolici di Lingua Ebraica in Israele dà il suo contributo alla vita della Chiesa ed é sostenuto dalla stessa.

Siamo tutti invitati a riflettere sul fatto che Dio Onnipotente ha piantato il seme della fede in Cristo sia nel terreno palestinese (e arabo), come nella società israeliana. Questo fatto, ha particolare significato per la vocazione dei discepoli di Cristo che, nonostante separati dalle mura di ostilità a causa del conflitto in corso, sono uniti dalla fede in Cristo? Le parole dell’apostolo Paolo assumono un nuovo significato nel nostro contesto: “Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia” (Efesini 2,14-16).

Insieme, nonostante i muri dell’inimicizia, perché “Egli é la nostra pace”, i discepoli di Cristo che parlano ebraico e arabo, sono chiamati a dimostrare che la giustizia, la pace e l’uguaglianza sono possibili anche nella nostra terra. La nostra vita di fede deve mostrare le alternative alla guerra e alla violenza, al disprezzo e alla discriminazione, coinvolgendo l’altro come fratello e sorella. I discepoli di Cristo possono essere un ponte tra il mondo palestinese (e arabo) e quello israeliano. Non possiamo approvare l’ingiustizia ma dobbiamo essere sensibili alle ingiustizie ovunque siano presenti, soprattutto nella nostra società. Come discepoli di Cristo, dobbiamo predicare il perdono perché abbiamo un’esperienza personale di cosa vuol dire essere perdonati pur essendo peccatori. Particolarmente significativo in questo senso é il fatto che le nostre kehillot di lingua ebraica sono case anche per cristiani arabi palestinesi cittadini di Israele, che per diverse ragioni risiedono nei quartieri di lingua ebraica. I loro figli crescono nelle nostre comunità e noi li accogliamo a braccia aperte. La nostra vita comunitaria condivisa e la nostra unità in Cristo possono diventare parte integrante della nostra testimonianza di pace, di rispetto reciproco e di riconciliazione in questo paese. ……

qui tutta la lettera

Da quando la chiesa di Sansepolcro è gemellata con la Chiesa di Gerusalemme, mi chiedo spesso come sarebbe la mia vita di cristiana nell’amata e difficile Terra Santa. Quanto c’è da fare…ma le grandi cose si fanno a forza di piccoli passi. Possa il Signore farci sentire  operatori di pace con i nostri fratelli cristiani di Israele e Cisgiordania.

Annunci

Informazioni su giudig

Non mi piace essere assorbita dalla mentalità del mondo. Ci sono, ma amo fermarmi e assaporare la Vita, attimo per attimo, con le sue gioie e i suoi dolori. E' un dono di Dio e come tale non va sprecata. Amo colui che mi ama da sempre e per sempre. Dio.
Questa voce è stata pubblicata in Sansepolcro, terra santa, vita. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Essere cattolici in Terra Santa. Lettera pastorale

  1. ciccio56 ha detto:

    Ciao e tanta gioia!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...