Tutto in questo giorno

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Finalmente il blu

Da quanto tempo, caro blog, non venivo a postare. Tutta colpa dei social network che rubano il tempo necessario a scrivere due righe sensate, una volta ogni tanto. Dallo scorso post è passato tanto tempo, che, molto spesso, è stato brutto, grigio, piovoso con conseguenze sul mio umore meteropatico.  Comunque, stamani, il buon Dio mi ha regalato un giorno serenissimo che, dalle temperature frizzanti, è preludio alla primavera. Fatto salvo la caratteristica del mese di Marzo, pazzerello per definizione. Oggi tutto ha una luce nuova,  brillante. Allego a queste righe alcune mie foto, scattate ultimamente, con un unico colore che le caratterizza. Non c’è che dire, il cielo è sempre attrazione per me!

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L’Annunciazione di Andrea della Robbia La Verna 21/2/2016

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Montecasale sopra la nebbia

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Il mio Borgo sotto il cielo azzurro, oggi 2/3/2016

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Tempo di Attesa

Madre dell'attesa

Tempo di Avvento

Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,perché sei tu il Dio della mia salvezza.

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Essere cattolici in Terra Santa. Lettera pastorale

Padre David Neuhaus, Vicario del Patriarcato Latino, responsabile del Vicariato San Giacomo per i Cattolici di Lingua Ebraica in Israele, ha pubblicato una lettera pastorale in occasione del 60° anniversario della fondazione dell’Opera di San Giacomo. La lettera e’ stata pubblicata il 9 agosto 2015, Festa di Edith Stein.

…Una comunità cattolica israeliana di credenti in Gesú, che vive integrata nella società ebraica israeliana, funge da ponte per la guarigione e la riconciliazione tra ebrei e cristiani nella terra di Gesú. Cerchiamo di far conoscere Gesú di Nazareth come un figlio di questa terra e del popolo ebraico. E’ importante ripristinare il Nuovo Testamento al suo posto nella letteratura ebraica del periodo del Secondo Tempio. Siamo anche chiamati ad essere portavoce di lingua ebraica per la Chiesa che esprime il suo insegnamento di rispetto per il popolo ebraico e il suo contributo per il risanamento di un mondo lacerato. Così ha dichiarato l’Instrumentum laboris del Sinodo Speciale dei Vescovi per il Medio Oriente: “Poiché é debole la presenza di cristiani in lingua ebraica, anche se i media civili ebraici hanno una certa apertura verso i temi cristiani, si vede la necessità di formare cristiani di lingua ebraica da impiegare nel settore dei media” (Instrumentum laboris (2010), 83). Questo si realizza attraverso il coinvolgimento di cattolici professionisti di lingua ebraica in tutte le sfere della società civile, in particolare nell’educazione, nei media e nell’attivismo sociale.

Storicamente, i membri delle kehillot hanno professato la loro fede nella discrezione e nell’umiltà. Questa umiltà é un prerequisito per la guarigione così tanto bisognosa dopo tanti secoli di ostilità e animosità tra ebrei e cristiani. Quando viene ripristinata una relazione di fiducia, ebrei e cristiani possono guardare con fiducia all’altro e rivedere il posto di Gesú Cristo nella storia di salvezza. Quando veniamo interrogati sulla nostra fede, ci fanno da guida le parole di Pietro: “Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che é in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto” (1 Pietro 3,15).

15. Vivere nel cuore della Chiesa locale: Noi siamo membri della Chiesa locale a tutti gli effetti. Il nostro Vicariato fa parte del Patriarcato Latino di Gerusalemme dove troviamo il nostro posto all’interno della grande diversità di cattolici che questo Patriarcato rappresenta. Tra i Vicariati di Israele, Giordania, Palestina e Cipro, il Vicariato San Giacomo per i Cattolici di Lingua Ebraica in Israele dà il suo contributo alla vita della Chiesa ed é sostenuto dalla stessa.

Siamo tutti invitati a riflettere sul fatto che Dio Onnipotente ha piantato il seme della fede in Cristo sia nel terreno palestinese (e arabo), come nella società israeliana. Questo fatto, ha particolare significato per la vocazione dei discepoli di Cristo che, nonostante separati dalle mura di ostilità a causa del conflitto in corso, sono uniti dalla fede in Cristo? Le parole dell’apostolo Paolo assumono un nuovo significato nel nostro contesto: “Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia” (Efesini 2,14-16).

Insieme, nonostante i muri dell’inimicizia, perché “Egli é la nostra pace”, i discepoli di Cristo che parlano ebraico e arabo, sono chiamati a dimostrare che la giustizia, la pace e l’uguaglianza sono possibili anche nella nostra terra. La nostra vita di fede deve mostrare le alternative alla guerra e alla violenza, al disprezzo e alla discriminazione, coinvolgendo l’altro come fratello e sorella. I discepoli di Cristo possono essere un ponte tra il mondo palestinese (e arabo) e quello israeliano. Non possiamo approvare l’ingiustizia ma dobbiamo essere sensibili alle ingiustizie ovunque siano presenti, soprattutto nella nostra società. Come discepoli di Cristo, dobbiamo predicare il perdono perché abbiamo un’esperienza personale di cosa vuol dire essere perdonati pur essendo peccatori. Particolarmente significativo in questo senso é il fatto che le nostre kehillot di lingua ebraica sono case anche per cristiani arabi palestinesi cittadini di Israele, che per diverse ragioni risiedono nei quartieri di lingua ebraica. I loro figli crescono nelle nostre comunità e noi li accogliamo a braccia aperte. La nostra vita comunitaria condivisa e la nostra unità in Cristo possono diventare parte integrante della nostra testimonianza di pace, di rispetto reciproco e di riconciliazione in questo paese. ……

qui tutta la lettera

Da quando la chiesa di Sansepolcro è gemellata con la Chiesa di Gerusalemme, mi chiedo spesso come sarebbe la mia vita di cristiana nell’amata e difficile Terra Santa. Quanto c’è da fare…ma le grandi cose si fanno a forza di piccoli passi. Possa il Signore farci sentire  operatori di pace con i nostri fratelli cristiani di Israele e Cisgiordania.

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e anche questanno…

è arrivato il giorno del mio compleanno. Giornata impegnativa, piena di emozioni, avvenimenti, gioia, amicizia e affetto.

La mattinata l’ho trascorsa al Centro di Ascolto Caritas, come ogni sabato e mercoledì, da due anni a questa parte. Una prima sorpresa l’ho avuta da Guido che dall’Ucraina mi ha spedito un messaggino augurale, ricordandomi gli avvenimenti storici che sono avvenuti il 9 maggio. Del resto non poteva che essere così con un figlio amante della storia e dei viaggi. Poi un’amica che è entrata in sede con un sorriso splendente e una bellissima rosa rossa come omaggio augurale.  Il telefonino è diventato incandescente per gli auguri da mezzo mondo, parlati e scritti. Fra questi, tutti graditissimi,  due speciali portavano la firma del nipote volante da Londra e della sua dolce metà da Abu Dahbi, scritti in inglese e con tante emoticons colorate. Evviva la tecnologia. Per pranzo ho avuto un bellissimo invito da parte di mia sorella che, sapendo che ero sola, ha voluto condividere il pranzo insieme. Un grazie alla sister, al cognato e al nipotone Alberto e alla sua dolce gattina Pastina. Il tempo trascorso a tavola, con buone cibarie e in compagnia, è letteralmente volato. Alle quindici dovevo salutare, per l’ultima volta, un caro amico, fratello di cammino spirituale che è mancato. Un saluto, in una chiesa gremita e attenta, avvenuto nella serenità e in mezzo alla musica che ha accompagnato la celebrazione. Noi del  Rinnovamento nello Spirito,  abbiamo interpretato i suoi desideri e li abbiamo esauditi. Il figlio minore ha ricordato gli ultimi giorni di suo padre e ha ricomposto il puzzle della sua vita. C’era commozione ma anche tanta serenità. Ciao Gherardo, questo ultimo viaggio sia come tu lo hai sempre immaginato. Riposa in pace.

Il pomeriggio, dopo la Messa, è proseguito come la mattinata. Telefono, messaggini, WhatsApp, Facebook e diavolerie tecnologiche varie. Mentre finivo di stirare un altro regalo da parte di Guido. Sta tornando verso casa dall’Ukraina e mi ha rinnovato a voce gli auguri di buon compleanno e chiedendomi il cambio €/fiorino ungherese. Cena parca dato il pieno  a casa di mia sorella e poi in parrocchia per il rosario mariano dove ho ringraziato per tutto quello che avevo ricevuto nella giornata. Un saluto a mamma Gilda, nascosta dietro la stella più luminosa. Lei sa che in questo giorno la ricordo in modospeciale perché mi ha dato la vita. Buona Festa della Mamma, Gilda!canvas

Con il sorriso stampigliato in viso do’ una sbirciata al pc per leggere gli ultimi auguri e scoprire che non sono ancora finiti. Sono felice per tutto quello che ho vissuto in queste ore. Spero che questo nuovo anno sia migliore di quello passato e che le preoccupazioni che affollano la mia mente da troppo tempo si decidano ad andare in ferie.

Auguri Giuliana!

Auguri Giuliana!

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5 Marzo duemilaquindici e un grazie a Dio.

Una data che si ricorderà per tantissimo tempo a Sansepolcro!

disastro dell'uragano di vento

Non si era mai sentito dire di un uragano. Una signora di 93 anni ha detto di non avere ricordanza di uno sfacelo simile.

La paura di fronte agli elementi scatenati è stata tanta. Una notte in bianco, tra il cinque e il sei ,fino  alla sera del sei. Verso le 4 e mezzo la punta massima del vento che ha toccato i 160 km/h rompendo tutti i misuratori del vento nella zona. La macchina pubblica si è subito messa in moto ed è stato ordinata la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, chiedendo ai cittadini di non muoversi di casa se non per motivi urgenti. Ho parlato con un impiegato del comune che lavora alla manutenzione e mi ha raccontato la sua avventura. Alle sette del mattino ha fatto fatica ad accompagnare la moglie al lavoro. Qualsiasi strada prendesse la trovava sbarrata da enormi abeti e pini sradicati da terra. Sulla macchina, sono caduti diversi coppi e tegole dai palazzi del centro storico. La sua macchina di soli 5 mesi totalmente rovinata nei vetri e carrozzeria. Poi senza assicurazione per gli eventi atmosferici.

Nel corso della mattinata cominciavano a girare notizie nel web, documentate da foto di tetti di case scoperchiate, capannoni di aziende con la copertura divelta e locali devastati, coltivatori con le serre distrutte, stalle di allevatori rovinate, ampie zone della periferia e pedemontane senza corrente elettrica e telefono.

Smarrimento e paura l’hanno fatta da padroni, purtroppo. Nel mio condominio abbiamo avuto un danno di scoperchiamento del casottino dell’ascensore e piegamento dell’antenna tv. Fortunatamente l’amministratore ha risposto alla mia mail con la verifica dei danni sul tetto e la relativa denuncia all’assicurazione condominale che prevede il rischio agenti atmosferici.

C’è stata anche una grande risposta dei vigili del fuoco, della protezione civile, delle forze dell’ordine e della municipalità, che dall’unità di crisi ha coordinato interventi e raccolto notizie. Squadre venute da tutta Italia per riparare le linee elettriche( alcune zone sono state sei giorni interi senza elettricità, quindi al freddo e senza acqua) Professionalità spesa 24 ore su 24. A dieci giorni dall’evento ci sono ancora linee telefoniche mute ma i disagi più grandi sono stati risolti. Le scuole sono state riaperte dopo solo 4 giorni previa verifica dei danni e messa in sicurezza.

Sono in corso le denuncie dei danni privati al comune ma da una stima sommaria si parla di alcuni milioni di euro. Solo il patrimonio pubblico ha avuto danni per oltre due milioni. Entro il mese la cifra dovrebbe essere più esatta.

Dalla domenica mattina diverse persone e ragazzi, muniti di scope, palette e giubbotti frangenti, si sono adoperati per ripulire i cimiteri e alcuni viali dal materiale, vegetale e non, accumulato dal vento. Penso che i ragazzini non dimenticheranno facilmente il loro servizio civile a favore della città dove abitano. Bravissimi e il mio grazie per l’impegno profuso.

In mezzo a tutto questo sfacelo di una cosa sono grata a Dio. Nessun morto. Se non fosse stato dato l’allarme chiusura scuole moltissimi ragazzi si sarebbero trovati nella zona autostazione  con il rischio di essere colpiti dagli alberi sradicati.

Lascio alle foto il compito di parlare:

qui ,  qui,  qui  poi qui   queste

Speriamo nel riconoscimento alla Toscana e le sue zone disastrate, dal mare al confine con l’Umbria, lo stato di calamità naturale in modo che arrivino contributi per tutti i danneggiati.

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Memoria e vita

Dachau, Tomba cineraria di cristiani sconosciuti

Dachau, Tomba cineraria di cristiani sconosciuti

“Chi dimentica il proprio passato è condannato a riviverlo” ricordava Primo Levi.

Quanti segni ancora nel mondo di oggi. Quanti silenzi. Quanti olocausti.

Dachau

Dachau

Proteggimi, Signore, in te trovo rifugio,

accoglimi Signore, perché confido in te:

sei l’unica speranza, la mia grande eredità. (salmo 15/16)

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