Matite levate per Upi – unapersonaintorno

Non potevo usare parole migliori!

martayensid

Sì, credo sia questo il modo migliore per salutarti.

Nel mondo di Harry  Potter levavano le bacchette magiche, e tra le tue mani non ci poteva essere nulla di più legato a te, quanto magico, che non fosse proprio una matita, sufficiente per creare i più mirabolanti ponti di comunicazione tra te e il mondo.

Tu che ci hai insegnato a conoscere la vita segreta delle pallottole di carta;

tu che ti sei avventurata nei meandri della tua personalità per semplificarla fino a mostrarcela una-e-trina in ogni circostanza, e persino sull’altare;

tu che sei riuscita a restituire vigore persino all’antica usanza della maglia della salute infilata fin dentro le mutande quasi a incastro con il resto della biancheria;

sei arrivata in cima alla tua montagna per unirti a ciò che è Oltre, e diventare tutt’uno con l’azzurro che, da sempre, è parte di te.

Insegna agli angeli a disegnare ed…

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eccoci al 2018

Un altro anno è passato. Un 2017 pieno di problemi ma anche di cose buone! Non bisogna mai vedere troppo bianco o troppo nero.  Del resto la vita  è così.  Saper discernere che non tutto è come sembra. Ieri è stato un giorno  lungo.  Al mattino, dopo una notte non prorpio riposante, sono andata a messa. Festa della Sacra Famiglia, una pagina del Vangelo (presentazione di Gesù al tempio) con tanti personaggi: Maria, Giuseppe, il Bambino, due colombi, i vecchi Simeone e Anna. La mission del figlio di Dio sulla terra, per la rovina e resurrezione di molti, segno di contraddizione. «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola,perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,preparata da te davanti a tutti i popoli:luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».         C’era anche una profetessa, Anna,…. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Che persone Simeone ed Anna! Quanta fede e speranza su loro. L’uno aspettava il Messia e lo Spirito Santo gli diede la grazia di riconoscerlo in quel bambino. Anna che ha sempre servito e pregato nel tempio e con gli occhi del cuore riconosce Gesù, lodandolo e testimoniandolo alle persone che lo aspettavano. Maria e Giuseppe, con umiltà rispettano la legge del Signore e salgono al tempio come la Legge ebraica prescriveva. Osservanti nella società di allora e uniti ed umili come non mai. santafamigliaAddirittura non comprendono le parole che Simeone dice loro ma le custodiscono nel cuore perchè sperano di comprenderle. Sanno che la loro missione è particolare e si fidano di Dio. Se questa non è Fede! Quanto dovremmo assomigliarle. La famiglia dei nostri giorni è tutt’altro che unita, anzi è la cellula della società civile che viene attaccata, distrutta e bistrattata a 360°.  Ha tutto contro, Stato, società civile, diritti individuali che emergono fino a considerare la famiglia ormai superata e quindi comparabile alle unioni di fatto, omo più che etero. Mi viene il voltastomaco. Se ne vedono i risultati.  Ma che politici abbiamo che non riescono a comprendere che la Famiglia va supportata e protetta, anzichè affondata? Tornando verso casa rimuginavo questi pensieri. Giunta in casa termino l’impasto dei crostini da portare in casa di amici per la cena e sfaccendo mettendo in ordine e programmando lavatrici. Alle 17 il parroco ci invita a ritornare in chiesa , per ringraziare Dio dell’anno finito e come auspicio per il nuovo tempo da vivere, con il canto del Te Deum!

 Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode;*                                                                              la santa Chiesa proclama la tua gloria,                                                                                             adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi

Tu sei la nostra speranza, * 
non saremo confusi in eterno. Questo ultimo versetto mi rianima un po’ ; da diverso tempo ho una cara amica nei miei pensieri e preghiere. Questi giorni sono di festa e di gioia ma la mia si è appannata un po’ perchè le notizie che la riguardano sono disperate. Dentro il mio cuore spero sempre in un miracolo ma la triste realtà mi riporta con i piedi per terra.   Intanto si avvicina l’ora di andare a casa di amici per la cena e per attendere la mezzanotte. Ecco che una piacevole chiamata mi ferma. Attraverso internet mi video-chiama il figliolo dalla lontana Kazan, Russia, dove abita Olga, la sua ragazza. Sono due ore avanti a noi. Ci scambiamo auguri e mi ragguaglia sulle tradizionali cucine del Tatarstan e sulla tradizione dell’arrivo di “Nonno Gelo” che ha le stesse funzioni del nostro Babbo Natale, solo che è vestito di azzurro. Porta i doni ai bimbi e ai grandi. Posti che vedi, tradizioni che trovi! Sarei rimasta parecchio tempo a chiacchierare ma loro avevano da controllare la cucina della cena e io ero attesa dagli amici. Un bacio e milioni di auguri per la loro vita e clik.., lo schermo torna nero. Preparo la borsa con le cibarie e sono pronta ad affrontare la pioggerellina che mi porta in casa di amici lontani solo cento passi dalla mia!  Guardo con insistenza il telefonino per vedere messaggi da parte della mia amica, ma niente. Per un po’ l’atmosfera gioiosa mi assorbe. La tavola imbandita di tante cose buone, ognuna portata da ogni ospite. Preghiamo con un canto, prima di sedersi. In men che non si dica arrivano le 23,40 e ci prepariamo per il brindisi di fine/inizio anno. Nonostante l’ordinanza del sindaco, petardi, fuochi,fumogeni a tutta birra e in casa tappi di spumante che saltano per riempire di bollicine il nuovo anno. C’è uva nera e bianca, lenticchie già mangiate col cotechino, e dolce a base di mandorle caramellate. Un bacio tra tutti gli ospiti con gli auguri reciproci di un anno sereno e pieno di pace.  Pace auspicata e augurata in modo speciale da Wahel, profugo siriano di 37 anni.images Credo che ricorderà questo fine anno in serenità  e solo con botti che non hanno nulla a che fare con le bombe vere cadute nella sua città. Ti auguro di tornare quanto prima nella tua terra. Cominciano gli auguri attraverso WhatsApp ed è un sonaglìo continuo di telefonini. Si continua a spiluzzicare, tra una fetta di pandoro, taralli  originali pugliesi, mandarini, mandorle caramellate e un goccio di spumante, rigorosamente brut. Arriva l’ora di ritirarsi perche la stanchezza del giorno si fa sentire su tutti. Un ultimo saluto/augurio e ritorno sui miei circa cento passi. Non piove più e nemmeno fa troppo freddo. Nonostante il caos di mezzanotte, tutto intorno è silenzio. Nelle case qualche luce ancora accesa, ma non più di tante. Eccomi dentro casa, ero da un anno che non ci rientravo, (si fa per dire). Nessun messaggio importante, oltre gli auguri. Il mio letto mi aspettava e dopo un po’ mi ci fiondo dentro. Preghiera e pensiero per coloro a cui voglio bene e avvolta nel pigiama mi addormento.  Domani un nuovo giorno mi aspetta, a Dio piacendo, come intercalava spesso nonna Anna.  Santa Messa delle undici in parrocchia e poi a pranzo dalla sorella , ciacole varie e pioggia. Rientro in casa, voglia di uscire nemmeno un briciolo e desiderio di godermi il silenzio di casa che amplifica i miei pensieri. Ben arrivato 2018, il primo giorno è già passato.

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Natale del Signore 2017

ridotto

Siamo arrivati a Natale. Tanti pensieri per la testa e gioia nel cuore un po’ appannata. Certezza ferma che il Signore verrà  e vorrei tanto che per tutti fosse un lieto Natale. Il mio cuore è diviso tra la gioia e l’apprensione per tante cose. Difficoltà del lavoro del figlio, che ancora sussitono, notizie non rassicuranti per chiusura di attività produttive in zona, nonchè di tante attività commerciali nel centro storico, famiglie che si troveranno in difficoltà economiche con l’inizio del nuovo anno ecc ecc ecc. Un fatto lieto nella vita del figlio, però,  addolcisce le tensioni. Ho conosciuto la “donzella” del figlio, che, non poteva essere altrimenti, non è italiana. Una bella persona a cui la vita non ha risparmiato niente. Ha molti fatti simili alla mia vita e ci siamo trovate subito. Ringrazio i traduttori del telefonino altrimenti non avrei saputo come relazionarmi con lei. Il russo non è certo una lingua facile.Il figliolo sarà con me a Natale ma la sera a mezzanotte volerà dalla sua ragazza per festeggiare il suo compleanno. Il Natale verrà festeggiato il 7 gennaio perchè ortodossa.

Vorrei che la gioia del Natale toccasse tutte le persone che conosco,ma così non è. Una cara amica sta combattendo con le unghie e con i denti per rimanere in vita. Spero con tutto il cuore, e prego, affinchè se dovesse accettare la volontà di Dio, possa essere sollevata dai dolori che la tormentano, nonostante le terapie. Quanto dolore sento nel mio cuore per lei.   😦 .

Oggi ho ricevuto per posta un biglietto di auguri da parte di una amica, suora francescana eremita, e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Adesso, con tutte le “diavolerie” tecnologiche esistenti, è desueto ricevere un biglietto cartaceo. Voglio riportare in questa pagina il suo contenuto:

Natale del Signore 2017 e Anno di Grazia 2018

Cercate le profondità dell’invisibile

Con la sua calligrafia ha scritto : ” Una stella luminosa brilli lieta sulla casa di Giuliana e su tutti i suoi cari! Con lieto augurio Suor M.Chiara”

I pastori andarono senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino, che giaceva in una mangiatoia “ Evangelo di Luca

Quante notti di veglia per Giuseppe! Notti obbedienti, abissi di luminosa fiducia . Notti pacifiche con stelle e tenebre intrecciate. Notti colme di ali d’angelo e pecore belanti.  Uomo concreto e tenace con cuore sorpreso vegliava su Maria e il suo Unigenito.

Fatto custode dell’arcano segreto del Figlio amato, scrutava il mistero: il Dio invisibile veste la nostra carne mortale!  Anche a noi, stanchi e distratti, piagati da dispiaceri e solitudini inquiete, questo Natale sia un dono sincero. Dentro la polvere e la grazia dei giorni, ciò che appare ed è consueto, si sveli finalmente allo sguardo: e sia benedetta la sua Presenza antica ed amica.

Auguri di vero cuore! Grazie sorella Chiara, hai messo in parole il mio stato d’animo. Un augurio di pace e serenità anche a te, che vivi sola con il Signore e la preghiera.

 

 

 

 

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Tempo di attesa..

Madre dell'attesa

Oggi è iniziato il tempo di Avvento, tempo forte che ci richiama alla conversione. Ogni anno chiedo al Signore che mi aiuti nella conversione affinchè possa rinascere nel mio cuore . Si fa necessario un cambio di marcia nella nostra vita, troppo spesso piena di abitudini e cose scontate senza mai pensare ad un miglioramento interiore. E’ facile abituarsi al tran tran della vita e facciamo fatica ad accettare uno scrollone spirituale. La Parola di oggi ci invita a vegliare e ad essere vigilanti. Ci sono stati dati doni e quindi dobbiamo lustrarli e metterli in pratica, ora, più che in altri periodi dell’anno.  Ho ricevuto un messaggio tramite WhatsApp che riportava:  Possa essere per tutti un periodo di pace, di riflessione, di amore e di gioia. Che siano per tutti giorni ricchi di luce e di speranza.  Un altro con questa  immagine

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Aiutaci Signore a vivere una vita come la vuoi tu e non come la vorremmo noi.

Auguri a tutti quelli che passano di qua. Possa migliorare la nostra vita e quella di chi abbiamo accanto. Difficile ma non impossibile. Sperare con il Suo aiuto, oltre ogni umana speranza. Questa ultima frase la sento forte per una cara amica che sta vivendo un tempo di grande dolore e malattia! Sono vicina a te. ❤

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Una sera ..il canto!

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Erano vent’anni che non riprendevo in mano uno spartito. Quando ho letto in Facebook che La Corale Domenico Stella, insieme con il Coro Città di Piero, volevano festeggiare rispettivamente 50  e 30 anni dallo loro fondazione, mi sono incuriosita ed ho continuato a leggere i vari aggiornamenti. Una volta chiedevano agli ex cantori foto del tempo in cui cantavano, un’altra volta che era stata indetta una riunione per definire e organizzare una grande serata per festeggiare al meglio il grande avvenimento, “80 anni in due”, a cui non ho potuto partecipare;  poi una richiesta diretta di due cantori, ancora attivi. Perchè non vieni a cantare per la serata celebrativa? Ho messo subito le mani avanti dicendo che non potevo, dato i mie fastidi alle corde vocali; loro a insistere dicendo che i brani sarebbero stati  solo due e che non avrei stressato più di tanto la mia voce.

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Si sa che la curiosità è femmina. Mi sono detta:”dai diggiu” vediamo come stai con le corde vocali!  Galeotta è stata l’occasione. Ho lasciato a malincuore di cantare venti anni fa, perchè potevo rischiare i noduli in gola. Questa ghiotta occasione, però,  non poteva passare inosservata. I due brani scelti per gli ex cantori sono stati: Tibié Paiom di Dmitry Bortnianski e Halleluja di Haendel. L’Alleluja già lo conoscevo ma l’altro brano mai sentito. Mi è bastato, dopo la mia prima prova, ascoltare appena le prime due frasi ed è stato amore a prima vista…ma che dico orecchio e cuore. Le prove per gli ex cantori erano seguite dai due Maestri di conduzione corale, B.Sannai per il Coro Città di Piero e P.Fiorucci per la Corale Domenico Stella.  Per venire incontro alle esigenze degli ex cantori( una venticinquina in tutto) le prove sono state fissate  per tutti i venerdì sera e i sabato pomeriggio, per chi non poteva il giorno prima.  Massimo impegno per più di sei settimane, prima del 18 Novembre. Ogni settimana le prove andavano sempre meglio, l’entusiasmo e il piacere di ri-cantare crescevano sempre più, insieme all’emozione. Ho ritrovato ex cantori, del Città di Piero e ne ho conosciuti dei nuovi, che facevano parte della Corale Domenico Stella.

I due Cori che hanno festeggiato gli anniversari di fondazione stavano preparando La Messa di Santa Cecilia di Gonoud, per coro e orchestra. Una settimana prima del concerto c’è stata la presentazione del libro “Ottantanni in due- il Borgo e i suoi due cori” di Lorenzo Tosi

La sera del 15 novembre e il pomeriggio prima del concerto abbiamo fatto le prove generali con l’Orchestra. E in queste occasioni il sacro fuoco della Musica è salito alle stelle coinvolgendo me e i cantori , con l’adrenalina a mille.  L’Alleluja di Haendel è stato cantato insieme con i cantori effettivi ed eravamo più di 80 persone. Meraviglioso!

Ieri sera è stata una bella serata di Musica in cattedrale di Sansepolcro. Emozioni e bella Musica si alternavano. Batticuore prima dell’inizio ma tutto è andato bene. Le persone presenti erano tantissime e, in religioso silenzio, hanno seguito il programma e alla fine applausi infiniti. Nel programma di sala non c’era riportato l’Alleluja di Haendel e le persone presenti,  mentre applaudivano la fine della Messa di Santa Cecilia, hanno guardato incuriositi che noi ex cantori ci dirigevamo verso il coro, mischiandoci ai cantori effettivi.  Le note dell’Alleluja li hanno travolti e con gioia, i “tre cori” , quello degli ex cantori e gli altri due, hanno unito le loro voci. Un vero e proprio “corone”, troppo bello!

A distanza di  24 ore dal concerto, ancora sono emozionata. Oggi ho sfaccendato canticchiando sempre. E’ proprio vero che il canto riempie il cuore.

Ma c’è di più: fa bene alla salute, come dice il famoso medico francese Alfred Tomatis!

p.s.: Non credo che potrò riprendere a cantare, come ci hanno invitato i maestri. Le mie corde vocali mi ringrazieranno, se non le sforzerò. 🙂

 

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21 maggio 1967/2017

Un giorno trascorso in serenità e gioia.

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Sono passati 50 anni dal matrimonio di mia sorella e abbiamo festeggiato come si conviene ad un anniversario importante.

12 persone intorno ad un tavolo: il nipote volante, Fabio, con la sua giovane signora, Diendra, il nipote Alberto(che mi ha fatto diventare zia) con Renata e Vanessa, Bianca( amica di mia sorella) con il marito Nevio, le cugine Maria Pia, Renata e infine io.

Ero trepidante per questo anniversario. Mia sorella e il cognato hanno passato momenti di salute assai delicati e spesso pensavano:” chissà se riusciremo ad arrivare ai nostri 50 anni di matrimonio?”  Un grazie al Signore per questo regalo. Per quanto mi riguarda ho ricordato l’arco di questi 50 anni. Ricordo il giorno del loro matrimonio come se fosse ieri, la nascita dei nipoti, la perdita di due bambini in corso di gravidanza, gli alti e bassi della vita, ma ieri è stata gioia e serenità. 

Durante il pranzo il figlio “vagabond” ha telefonato da Praga per fare gli auguri. Avrei voluto fosse con noi ma tutto non si può avere. Era fuori per il rally della repubblica Ceka, che tra l’altro ha vinto.

Il pranzo a Caprese Michelangelo è stato buonissimo e tra una portata e l’altra abbiamo “ciacolato, di tutto e di più. Il lato giovane del tavolo presi dai loro discorsi e felici; il lato diversamente giovane, altrettanto, tra ricordi e confronti.

Auguro alla sorella e al cognato ancora tanta serenità. Durante la Messa in cattedrale ho pregato il Signore affinchè continuino la loro vita e si godano la loro terza età.

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Notte Santa

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A volte il buio della notte sembra penetrare nell’anima; a volte pensiamo:” oramai non c’è più nulla da fare”, e il cuore non trova più la forza di amare..

Ma proprio in quel buio Cristo accende il fuoco dell’amore di Dio : un bagliore rompe l’oscurità e annuncia un nuovo inizio, qualcosa comincia nel buio più profondo. Noi sappiamo che la notte è “più notte” , è più buia poco prima che cominci il giorno. Ma proprio in quel buio è Cristo che vince e che accende il fuoco dell’Amore. La pietra del dolore è ribaltata lasciando spazio alla speranza. Ecco il grande mistero della Pasqua!

In questa santa notte la Chiesa ci consegna, perchè in noi non ci sia il rimpianto di chi dice” ormai..”, ma la speranza  di chi si apre ad un presente pieno di futuro: Cristo ha vinto la morte e noi con Lui. La nostra vita non finisce davanti alla pietra di un sepolcro, la nostra vita va oltre con la speranza in Cristo che è risorto proprio da quel sepolcro.

Come cristiani siamo chiamati ad essere sentinelle del mattino, che sanno scorgere i segni del Risorto, all’alba del primo giorno della settimana.

(Udienza generale di Papa Francesco 1 aprile 2015)

Auguri di Buona Pasqua a chi passa di qua!

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